I deputati della commissione Cultura ricordano come “il settore editoriale è investito da almeno dieci anni da una pesante crisi strutturale che l'emergenza in atto sta aggravando”. La crisi rischia, in particolare, “di compromettere l'attività e talora la sopravvivenza delle tante aziende editoriali condotte da cooperative di giornalisti e poligrafici, con la conseguente possibile perdita di migliaia di posti di lavoro”. E anche l'Osservatorio dell'Associazione italiana editori (Aie), rileva che “già al 20 marzo 2020 gli editori avevano pesantemente rivisto i piani editoriali per il 2020 e ridotto del 25 per cento le novità in uscita, con un calo annuale di 18.600 titoli, corrispondente a 39,3 milioni di copie che non verranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti; attualmente la vendita di libri fa segnare già una caduta del 75 per cento delle vendite rispetto al 2019”. La risoluzione unitaria, quindi, impegna il governo “ad adottare iniziative, fin dai prossimi interventi di sostegno economico delle imprese per l'emergenza epidemiologica da Covid 19, per un significativo rafforzamento delle misure per la stampa, secondo una logica di filiera che consideri in un unico quadro tutti gli operatori del settore e i loro specifici bisogni, escludendo la logica dei ‘contributi a pioggia’ e favorendo per le cooperative editoriali l’utilizzazione degli strumenti introdotti dal decreto “Cura Italia”. Si impegna inoltre il governo “a valutare l’adozione di misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali, come la detrazione a fini fiscali dei consumi di cultura (libri, dvd, biglietti, giornali e altro) e la riduzione al 4 per cento dell'imposta sul valore aggiunto su tutti i prodotti culturali, previa verifica di compatibilità comunitaria”. Così come “ad accelerare il processo di riforma organica del sistema della contribuzione diretta alle imprese editrici” e a valutare l’opportunità di ridurre per il 2020 di almeno il 5 per cento i parametri per l'accesso ai contributi diretti all'editoria cartacea, “relativamente al rapporto tra diffusione e venduto, e di rideterminare, in attesa della riforma del sistema della contribuzione diretta, i termini per la regolarità dei pagamenti da rendicontare, compresi gli adempimenti tributari e contributivi, in modo tale da tutelare gli editori piccoli e indipendenti”. (segue)
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