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Nel programma di Fdi e del centrodestra la riforma del FUS, l’estensione dell’Art bonus, il sostegno alla filiera editoriale, la detrazione dei consumi culturali, la tutela delle dimore storiche, rafforzare il rapporto pubblico-privato, l'istituzione di “zone economiche speciali” dell’industria creativa, la reintroduzione del 2 per mille per gli enti del Terzo settore e una nuova centralità per l’industria della musica e il mondo dello spettacolo, del teatro e della danza

Le urne elettorali hanno consegnato l’Italia alla coalizione di centrodestra a trazione Fratelli d’Italia. Un risultato che era ampiamente atteso e che vede il partito di Giorgia Meloni conquistare quasi il doppio dei consensi dei suoi alleati sommati insieme (Lega, Forza Italia e Noi moderati) in termini percentuali e conseguire un risultato ancora più netto in termini di seggi parlamentari. Una maggioranza alla Camera e al Senato che porterà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad affidare l’incarico di formare il nuovo governo al centrodestra e, con tutta probabilità, alla stessa leader di Fdi.

Cosa significherà questo per la cultura del nostro Paese? Quali sono gli obiettivi elettorali espressi dalla compagine di centrodestra che interesseranno le politiche pubbliche per la cultura nella prossima legislatura?

GLI OBIETTIVI DI COALIZIONE

La coalizione di centrodestra ha presentato il programma dal titolo “Per l’Italia” che raccoglie in 15 punti le proposte elettorali di cui uno dedicato a “Made in Italy, cultura e turismo”. In particolare, si punta su “tutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico, materiale e immateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali che costituiscono il volano economico e identitario italiano” e sul “Contrasto all’esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della cultura”. Ma anche sulla costituzione di “reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e commercializzazione del settore, anche a livello internazionale” e sul “sostegno al settore dello spettacolo e incentivi per l’organizzazione di eventi a livello nazionale”. Contrasto, infine, “all’esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della cultura”.

IL PROGRAMMA DI FRATELLI D’ITALIA

Ma se il programma di coalizione è piuttosto schematico e generico, non si può dire lo stesso per quello di Fratelli d’Italia che, con il suo responsabile di partito Federico Mollicone ha messo a punto un corposo insieme di obiettivi nel documento “Cultura e bellezza, il nostro Rinascimento”. Si va dalla promozione della cultura italiana attraverso la valorizzazione dei beni culturali, artistici, storici, archeologici, etnoantropologici, archivistici e bibliografici alla tutela dei professionisti del settore culturale e delle realtà private che si occupano della gestione di beni pubblici o privati. 

Ma Fdi propone anche di sostenere ulteriormente la filiera dell’editoria e, in particolare, delle edicole con una revisione del Pnrr per includere negli aiuti anche il settore editoriale, a fronte del caro energia e del caro materiali. Come pure l’estensione dell’Art Bonus al settore privato (Istituti culturali, Fondazioni e imprese), ampliando lo spazio del credito fiscale oltre l’attuale 65% e la costituzione di vere e proprie “zone economiche speciali” dell’industria creativa, aiutando lo sviluppo di un ecosistema culturale ad alta innovazione e sostenibilità attraverso bandi pubblici.

E poi il grande cavallo di battaglia del partito di Giorgia Meloni: l’introduzione della detrazione fiscale dei consumi culturali individuali. A questo si aggiunge anche l’innovazione digitale per i beni culturali, così da renderli pienamente fruibili anche attraverso social e piattaforme multimediali e la valorizzazione e l’ampliamento del patrimonio Unesco anche come veicolo di promozione turistica. E ancora: sussidiarietà e nuovo rapporto pubblico-privato soprattutto per permettere l’apertura dei beni culturali oggi chiusi al pubblico.

Fratelli d’Italia prevede inoltre un’altra battaglia storica (condotta insieme alla Lega dell’attuale sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni): la riforma del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) e la semplificazione della burocrazia relativa ai finanziamenti pubblici. Sempre col partito di Matteo Salvini, Fdi condivide la tutela dell’industria audiovisiva italiana e progetti di sviluppo per quella creativa digitale, il rilancio dell’ecosistema artistico italiano anche attraverso l’organizzazione di festival all’estero e una nuova centralità per l’industria della musica e il mondo dello spettacolo, del teatro e della danza. Spazio anche alla riqualificazione di periferie e borghi anche attraverso la street art e la valorizzazione dell’immenso patrimonio conservato in depositi e musei e attualmente non fruibile, alla tutela delle dimore storiche, alla creazione di un nuovo immaginario italiano anche promuovendo, in particolare nelle scuole, la storia dei grandi d’Italia e le rievocazioni storiche. Valorizzazione infine del Giubileo 2025 e di Roma Capitale della Cristianità, contrasto a cancel culture e iconoclastia, promozione dei piccoli Comuni e dell’Italia profonda ricca di eccellenze, reintroduzione del 2 per mille per gli enti del Terzo settore che si occupano di cultura.

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