“Abbiamo avuto il privilegio come ateneo – ha aggiunto il rettore Pietromarchi – di poter firmare il primo accordo quadro che potenzia e sviluppa tutti quelli che saranno gli studi che qui si svolgeranno, la trasformazione di questa isola anche in un centro studi. Di questo siamo molto orgogliosi, di poter partecipare a questo sforzo straordinario che mantiene viva l’attenzione e la memoria di un luogo tanto speciale per la storia della giustizia in Italia come della storia d’Europa. Abbiamo investito questa isola di tutta la nostra potenza di studio, sono due i dipartimenti coinvolti in questa bellissima avventura, quello di Studi umanistici e quello di Giurisprudenza. Tra due mesi porteremo qui un primo corso di formazione dedicato alle narrazioni d’Europa”. Inoltre, prosegue Pietromarchi, “il 23 giugno abbiamo deliberato con la Commissaria del Governo e con il Comune di Ventotene l’istituzione del Centro internazionale di studi sulla pena”.
Parla del “cuore delle istituzioni” il sindaco di Ventotene, Santomauro, nel suo intervento: “Vorremmo che da Ventotene partisse questo piccolo messaggio, ovvero che le Istituzioni hanno bisogno di cuore, come il cuore che ha messo Perucatti durante il suo servizio”. Ventotene e Santo Stefano “devono ridare il cuore alle istituzioni e il cuore all’Europa, perché se non ci sarà la possibilità di mettere la propria passione nello svolgere il ruolo politico, allora l’Europa perderà il proprio senso e la propria identità, perché le Istituzioni sono fatte per le persone e devono dare risposte”.
“Qui a Santo Stefano si sta facendo tanto dal punto di vista dei contenuti: tanto ancora c’è da fare, le attività sono tante e serve il supporto di tutti”, ha concluso Santilli ricordando che il 9 luglio verrà messo in onda su RaiTre il documentario “L’isola ritrovata” del regista Salvatore Braca dedicato all’ex carcere borbonico.
