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Ruotolo (RomaTre): “L’idea è quella di coinvolgere il più possibile i giovani prevedendo residenze con studenti stranieri”. Sabato 26 giugno la ministra Cartabia e la Commissaria Costa presenteranno la riedizione del libro dell'ex direttore Perucatti

LE ATTIVITA’ DEL CENTRO – Il Centro viene costituito, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, in attuazione del Progetto di sviluppo per il Dipartimento universitario di Eccellenza e dell’Accordo quadro tra Comune di Ventotene, Università degli Studi Roma Tre e Commissario Straordinario del Governo per il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’Isola di Santo Stefano-Ventotene, nonché in stretta connessione con l’esperienza di formazione e di ricerca maturata nell’ambito del Master di II livello in “Diritto penitenziario e Costituzione”, attivato dall’anno accademico 2013/2014. La sede di rappresentanza sarà presso Ventotene-Santo Stefano, dove si terrà, a cadenza almeno biennale, il Convegno del Centro.

Il Centro nasce all’esito di un’esperienza pluriennale maturata presso l’Università Roma Tre sui temi dell’esecuzione della pena, proposta attraverso diverse iniziative, coordinate da Ruotolo, che formano, propriamente, una filiera di azioni formative, informative, culturali tra loro interconnesse e pensate unitariamente in modo strategico. La formazione dei propri studenti, l’informazione legale per i detenuti, la valorizzazione dei progetti di teatro carcerario, la promozione dell’attività sportiva che vede insieme studenti e detenuti, l’istruzione universitaria in carcere sono tasselli di un unico mosaico che si propone la piena attuazione del dettato costituzionale, che considera la pena nella prospettiva del reinserimento nella società.

Il Centro promuove e realizza ricerche sui temi dell’esecuzione penale sia in prospettiva storica sia con riguardo a problematiche attuali di stringente attualità non soltanto per il sistema italiano. Il Centro intende, anzitutto, offrire il suo contributo per la valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, nella convinzione che “la conoscenza storica sia di estrema importanza per indagare il presente e per guardare al futuro”. Un ambito di sicuro interesse sarà quello dello studio dell’esperienza dell’Ergastolo di Santo Stefano, non solo quale luogo della memoria del dolore ma anche come sede di un tentativo di modernizzazione della gestione dell’esecuzione penale, senz’altro portato avanti nel periodo 1952-1960 dal direttore Eugenio Perucatti. Un luogo di alti pensieri, come lo definiva lo stesso Perucatti, che diverrà sede di una riflessione interdisciplinare e internazionale sulle problematiche attuali della pena, sul suo stesso senso, nella prospettiva della auspicabile ricostruzione del legame sociale, la cui lacerazione è conseguenza della commissione del fatto di reato.

“Prevediamo – anticipa Ruotolo – che il convegno del Centro si tenga prima a Ventotene e poi quando sarà possibile a S. Stefano; l’idea è poi quella di coinvolgere il più possibile i giovani – da qui il collegamento con il master – prevedendo residenze con studenti stranieri, in particolare abbiamo ottimi rapporti di ricerca già avviati con Barcellona”.

Prima tappa sarà sabato 26 giugno quando il libro di Perucatti sarà presentato a Ventotene alla presenza della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e della Commissaria del Governo, Silvia Costa.

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