Istruttoria carente ed incompleta sotto vari punti di vista. Italia Nostra Lazio ha espresso tutte le sue perplessità in merito al progetto di Invitalia spa riguardo il “Contratto Istituzionale di Sviluppo per il recupero e la rifunzionalizzazione dell'”Ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano – Ventotene” Intervento n. 3 “Realizzazione / adeguamento degli approdi all'Isola di Santo Stefano” con una serie di osservazioni puntuali. Italia Nostra Lazio ritiene che il ministero, che ha varato le recenti Linee Guida nazionali per la valutazione di incidenza (VIncA) – Direttiva 92/43/CEE “HABITAT” articolo 6, paragrafi 3 e 4 (GU n.303 del 28-12-2019), non possa approvare il progetto proposto senza contraddire gli impegni presi con la Comunità Europea. L’Associazione ritiene che “non viene sottoposta a VIA/VAS l’intera operazione del restauro del penitenziario di Santo Stefano bensì solo un progetto iniziale per gli attracchi. Tale fatto non permette di valutare il reale dimensionamento del porto sulla base della destinazione finale, e può configurarsi come aggiramento della normativa, come indicato nelle Linee Guida 2019”.
Italia Nostra Lazio ritiene inoltre che “i dati di riferimento allo stato di conservazione degli habitat e delle specie per cui la riserva è stata istituita sono scarsi e incompleti, e in alcuni importanti casi gravemente carenti. Basti citare il caso della Pinna nobilis, specie chiave per la ZSC, il più grande dei Bivalvia del Mediterraneo, da cui si traeva nei secoli scorsi il bisso, il tessuto più prezioso. Nella relazione di VIncA è data per “comune”, e con la vecchia classificazione NE (non valutata) dell’IUCN. In realtà, la Pinna nobilis oltre ad essere tra le specie a massima tutela del Consiglio d’Europa Habitats Directive 92/43/EEC, nel 2019 è stata inclusa nella IUCN, Unione Mondiale per la Conservazione della Natura Red List come CR “critically endangered”. Nell’ultimo decennio ha infatti subito un declino (tra 80 e 90 per cento) a causa di una infezione batterica. Le relazioni di VIncA sulla P. Nobilis allegate al progetto ignorano questi fatti, non specificano neppure se l’infezione sia presente sull’Isola di Santo Stefano e non danno indicazioni di sorta sull’effetto che un aumentato traffico di imbarcazioni a motore potrebbe avere sulla diffusione dell’infezione”. (segue)
