E’ necessario “un intervento serio sulle scuole”, occorre costruire una via privilegiata con il “sistema del contemporaneo”. Lo spiega ad AgCult Giovanna Melandri, presidentessa della Fondazione Maxxi, nel giorno in cui il museo romano riapre al pubblico le proprie sale. Bisogna comprendere, aggiunge Melandri, che il Maxxi – come altri istituti – è una struttura di ricerca e come tale i Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca devono agevolare e sostenere questo rapporto con il mondo dell’educazione e della formazione”.
“Vorrei vedere i gruppi di giapponesi, americani, cinesi che hanno attraversato queste sale negli anni passati con comitive e scolaresche di ragazzi, di giovani, studenti, ricercatori. A loro non dobbiamo offrire la visita al museo, dobbiamo piuttosto offrire un’esperienza con laboratori, con un lavoro con noi, con gli artisti, con gli informatici che lavorano qui. Questi spazi sono spazi di ricerca in cui gli artisti lavorano con scienziati, con gli ingegneri informatici”.
