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“Il FEC annovera fra i suoi beni gli straordinari capolavori pervenuti allo Stato nella seconda metà del XIX secolo e custoditi nella chiesa quattrocentesca di San Vito a Marigliano e in quella del collegio delle Rocchettine a Nola – si legge nell’interrogazione -. Questi si impongono per la qualità degli apparati decorativi in marmi scolpiti e intarsiati in stile rinascimentale e barocco, gli eccezionali dipinti su tavola e su tela, le importanti pitture murali, gli stucchi, gli intagli, le iscrizioni, le sculture in marmo, in legno e cartapesta policroma, gli antichi strumenti musicali, il cospicuo patrimonio di tessuti e ricami, le ceramiche, i libri e gli incunaboli, gli argenti e le oreficerie: oggetti preziosi e d'alto artigianato, il più delle volte, che risulterebbero tuttora non inventariati e neppure catalogati”. (segue)

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