Nel M5S qualcuno solleva il problema: “Fdi e Iv sommano ben quattro senatori in commissione Cultura, una forza sproporzionata rispetto al loro peso totale. Nei prossimi giorni chiederemo che sia fatta una verifica affinché ci sia un'equa distribuzione dei senatori nelle varie commissioni e, se il caso, che vengano ripartiti in maniera congrua”. E ancora: “Italia viva che vuole fare? La forza di maggioranza o di opposizione? E' normale che i due loro rappresentati in 7a, Nencini e Sbrollini, votino in maniera opposta? E' un nodo che i renziani devono sciogliere quanto prima e una questione che nei prossimi giorni deve essere affrontata dai presidenti di tutti i gruppi”.
Per Fratelli d'Italia risponde Antonio Iannone: “Io e il collega Claudio Barbaro restiamo in questa commissione. Per Fdi io seguo scuola e cultura e lui lo sport. La questione della ridistribuzione dei senatori è un problema tutto interno alla maggioranza. Perché se tappa i buchi in qualche commissione, inevitabilmente ne scopre altri da un'altra parte”.
Ma la digressione sulla fredda politica, sui meri numeretti, sul calcolo spicciolo del senatore in più o in meno, dura un battito d'ali. Del resto la sala di Palazzo Madama dove si riunisce la commissione Cultura è collocata due piani sopra l'Aula. Le polemiche e gli scontri che caratterizzano il confronto in Assemblea, qui faticano ad arrivare. Almeno oggi.
