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Guide Turistiche, AGTA: Legge Sia Completa E Non Rimandi A Decreti Ministeriali
Guide turistiche, AGTA: Legge sia completa e non rimandi a decreti ministeriali

“Se si vuole risolvere il vuoto normativo, è necessario che la legge sia completa, senza rimandi a futuri decreti ministeriali, che possa cioè vivere di vita propria. L’esperienza degli ultimi anni proprio su questo argomento, con l’articolo 3 della legge 97/2013 ancora privo dei decreti attuativi dopo otto anni e con i decreti Franceschini annullati al Tar e al Consiglio di Stato, impone di guardare con realismo e concretezza agli strumenti da usare. Una volta pubblicata la legge, gli esami devono poter ricominciare e deve essere di nuovo possibile dare la possibilità di intraprendere questa professione a chiunque desideri provarci”. Così Isabella Ruggiero, presidente di AGTA, Associazione Guide Turistiche Abilitate, nel corso di un’audizione in commissione Industria del Senato, sui disegni di legge Croatti (M5S) e Ripamonti (Lega) sulle guide turistiche. 

“Bisogna evitare di rimandare in futuri decreti ministeriali i chiarimenti e le norme relative all’area di validità della abilitazione. Allo stesso modo non possono essere inserite in futuri decreti le norme transitorie. Tutte le guide già abilitate devono essere riconosciute in automatico. Qualsiasi problema inerente al riconoscimento delle abilitazioni già rilasciate va normato subito dalla legge, per non gettare la categoria nel caos”, ha detto Ruggiero che ha poi chiesto che la “legge intervenga in maniera più precisa e dettagliata nell’accesso alla professione da parte di cittadini di un altro Stato membro dell’Ue” e “che vengano inserite norme più rigide per il riconoscimento delle guide che intendono esercitare con il diritto di stabilimento, riconoscimento rilasciato con troppa facilità”.

“E’ essenziale – ha ancora sottolineato la presidente AGTA – che la nuova legge stabilisca il principio che le visite guidate sono un’attività riservata esclusivamente alle guide turistiche abilitate alla professione. E che la guida turistica è l'unica figura deputata a illustrare il patrimonio culturale della nazione. La professione è infatti danneggiata da zone d’ombra e dalla sovrapposizione con altre figure che, con nomi leggermente diversi, svolgono di fatto l’attività di guida”. Nella legge, inoltre, ha sottolineato Ruggiero, “va affermato il diritto delle guide a esercitare in tutti i siti pubblici. E’ in atto da anni una progressiva esclusione delle guide dai siti in cui prima lavoravano, ora ulteriormente esacerbata dalla crisi da Covid. Si rischia di azzerare il lavoro di guida nei prossimi anni, se lo Stato non interviene immediatamente a garantire il diritto di esercitare in tutti i luoghi della cultura pubblici”. 

Per lo stesso motivo, “chiediamo una aggiunta nell’impianto sanzionatorio, per chiarire che il divieto di svolgere visite senza abilitazione vale anche se condotte gratuitamente o sotto forma di volontariato. L’esercizio abusivo della professione è punibile, indipendentemente che lo si provi a fare gratuitamente o su compenso. Questo non impedisce alle associazioni, agli enti e alle istituzioni di offrire visite gratuitamente ai cittadini. E’ l’organizzatore, il soggetto che decide di offrire qualcosa, che deve retribuire i professionisti”, ha rimarcato Ruggiero che ha proseguito: “Il turismo in questi anni è andato avanti e sono nate anche nuove forme di abusivismo e illegalità. Un problema che non può essere ignorato è quello delle piattaforme web, oramai piene di offerte di tour svolti da chiunque, dove il turista/consumatore non può distinguere chi ha di fronte. Si pubblicano annunci per cercare ‘guide’ scrivendo chiaramente che non è necessario essere abilitati. Per questo chiediamo che nell’impianto sanzionatorio sia aggiunto un comma per inserire il divieto di pubblicizzare, promuovere e vendere – su qualsiasi mezzo di comunicazione e media – visite guidate, di qualsiasi tipo, condotte da persone prive di abilitazione di guida turistica”.

In merito ai requisiti per l’accesso alla professione, AGTA chiede “la laurea specialistica o del vecchio ordinamento. Le guide turistiche non fanno visite guidate solo ai turisti, in quanto una notevole percentuale lavora in italiano con associazioni culturali e in attività legate ai musei/monumenti/mostre. La necessità di illustrare i monumenti in maniera leggera, accattivante, catturando l’attenzione, a volte divagando su altri argomenti, a volte specializzandosi in tour di taglio teatrale o gastronomico, non diminuisce l’importanza della preparazione culturale, che deve rimanere la base da portarsi sempre dietro. Per molti la guida turistica è in contrapposizione e comunque inferiore ai professionisti dei beni culturali per livello e preparazione. La mancanza del requisito di laurea specialistica ha giustificato negli ultimi anni la creazione di figure parallele nell’ambito dei musei. Si è creato un mondo parallelo di persone laureate impiegate a somme bassissime ma senza abilitazione. Alzare ‘l’asticella’ – ha concluso Ruggiero – è fondamentale, quindi, anche per evitare che gli operatori dei beni culturali possano porsi come alternativa alle guide”. 

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