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Il disegno di legge del governo che riforma la professione della guida turistica come previsto dal Pnrr è stato depositato in Senato da dove dopo l'estate comincerà il suo iter parlamentare. Una norma per la quale i tempi di adozione sono strettissimi visto che il termine imposto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è fissato al 31 dicembre 2023
Isabella Ruggiero Al Tavolo Sulle Guide Turistiche

Un giudizio nel complesso più che positivo anche se non mancano punti che sarebbe opportuno modificare nel corso dell’esame in Parlamento. E’ questo il punto di vista di Isabella Ruggiero, presidente nazionale di AGTA (Associazione Guide Turistiche Abilitate), commentando il disegno di legge del governo che riforma la professione della guida turistica come previsto dal Pnrr e che è stato depositato in Senato da dove comincerà il suo iter parlamentare. Una norma per la quale i tempi di adozione sono strettissimi visto che il termine imposto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è fissato al 31 dicembre 2023. Il Parlamento dovrà procedere velocemente alla ripresa dei lavori a settembre.

Il provvedimento, di iniziativa del ministro del Turismo Daniela Santanchè, è anche frutto del dialogo instaurato con le maggiori associazioni di categoria, attraverso il Tavolo Tecnico creato dal Ministero e i cui incontri si sono svolti da dicembre 2022 a maggio di quest’anno. “Ci sono punti che non ci piacciono – e che ovviamente, ove possibile, chiederemo di modificare -, ma per fortuna sono pochi – spiega ad AgenziaCULT Isabella Ruggiero -. Il Ministero ha recepito moltissime delle indicazioni e richieste avanzate dalle associazioni nazionali di categoria convocate al Tavolo. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a fare inserire tanti elementi che sono fondamentali per l’esercizio della nostra professione”.

I punti positivi, secondo Ruggiero, cominciano nella definizione stessa di guida turistica. “Nell’articolo 2 c’è un’ottima definizione di guida e della nostra attività. Si parla, ad esempio, di visite guidate ‘sul luogo o da remoto’, si ricomprendono i ‘beni materiali e immateriali’, si fa riferimento anche ai contesti ‘enogastronomici’ o ai ‘percorsi esperenziali’, per mettere in chiaro che la visita non è mera illustrazione di opere d’arte e che le guide sono perfettamente in grado di rispondere alle esigenze del turismo contemporaneo. Ma soprattutto che la visita guidata ha anche lo scopo di ‘valorizzare, tutelare e trasmettere la conoscenza, corretta e aggiornata di tale patrimonio, anche a scopo didattico’. Sono principi legati a problematiche sempre più attuali”.

Sottolinea poi un passaggio breve ma di grande rilevanza per le problematiche sorte nel settore negli ultimi anni. “Negli istituti e nei luoghi della cultura aperti al pubblico l’ingresso e lo svolgimento dell’attività di guida turistica non può essere interdetto o ostacolato. Come presidente di AGTA penso a quante battaglie abbiamo portato avanti ogni volta che la categoria è rimasta esclusa da un sito o ha subito comunque impedimenti e discriminazioni rispetto a concessionari e gestori. E poi il ddl ribadisce che l’ingresso è gratuito in tutti i siti in cui le guide turistiche accedono non solo per lavoro ma anche per studio e formazione, indipendentemente che siano di proprietà statale o di enti territoriali o di istituti religiosi o di privati”. Positivo è anche l’impianto sanzionatorio per chi esercita abusivamente la professione: “E’ fondamentale poter contrastare finalmente anche l’abusivismo su web e piattaforme, contro il quale adesso non esiste nulla”.

Infine, convince AGTA anche il fatto che “tutte le guide abilitate vedranno la loro abilitazione riconosciuta in automatico, previa richiesta al Ministero. Le guide attuali non dovranno quindi fare nessuna prova integrativa. Al di là del riconoscimento in automatico delle abilitazioni attuali, che era quasi obbligato, è importante per noi avere ottenuto che l’area della propria abilitazione attuale venga riconosciuta come specializzazione territoriale. Infatti le guide future avranno una abilitazione frutto di un esame molto diverso, generico su tutta Italia, mentre quelle attuali sono estremamente specializzate sul territorio in cui hanno ottenuto l’abilitazione. Dal momento che il ddl intende valorizzare le specializzazioni, sarebbe stato assurdo azzerare le competenze di 25.000 guide già super-specializzate.”

“Non nascondo che rimangono nel DdL vari elementi critici che lasceranno irrisolti alcuni notevoli problemi del nostro settore”, conclude Ruggiero. “Primo fra tutti, quello delle guide della Comunità Europea in prestazione temporanea e occasionale: una questione che purtroppo le leggi comunitarie non ci permettono di regolamentare maggiormente, lasciando le maglie talmente larghe da permettere di fatto a tante persone di usare la prestazione temporanea dei professionisti EU come ‘copertura’ per l’attività abusiva. In compenso, il DdL regolamenta seriamente il riconoscimento dei patentini ottenuti in altri paesi, che invece negli ultimi anni è arrivato a livelli di mercificazione incontrollati”.

“L’altra questione che ci preoccupa è il rimando di tutti i dettagli ai Decreti Ministeriali che dovranno essere fatti subito dopo la legge: l’esperienza pregressa, con l’annullamento dei Decreti Franceschini, ci fa temere che la legge rimanga ‘monca’ in assenza di decreti, nonostante la buona volontà di tutti i soggetti che in questi mesi hanno permesso di arrivare finalmente a questo punto”.

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