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Il progetto prevede la posa di cavi ottici sottomarini, portando la fibra e i servizi 5G a 18 isole del nostro Paese

Si è riunito, per la seconda volta, il Comitato interministeriale per la transizione digitale. Fra i punti principali di discussione anche il progetto “banda ultra larga” delle isole minori, che prevede la posa di cavi ottici sottomarini, portando la fibra e i servizi 5G a 18 isole del nostro Paese (Capraia, Levanzo, Marettimo, Stromboli, Alicudi, Panarea, Filicudi, Salina, Lampedusa, Linosa, Pantelleria, Ustica, Ponza, Ventotene e Santo Stefano, San Pietro, Asinara, San Domino, San Nicola). L’investimento è previsto dal PNRR – ricorda in una nota il sottosegretario al Mise Anna Ascani – ma, vista l’importanza strategica, sarà avviato immediatamente grazie all’anticipazione di risorse nazionali, per avviare celermente le operazioni volte a rispettare le scadenze prefissate e concordate con la Commissione europea. È fondamentale procedere e farlo con la massima velocità, al fine di ridurre i divari e risolvere le problematiche di queste realtà. Per non lasciare indietro nessuno. La disponibilità di una connessione alla rete di qualità adeguata è la condizione necessaria per superare il digital divide (i cittadini in digital divide sono, complessivamente, 30.595), per garantire maggiore efficacia alle politiche territoriali e di sviluppo. Le isole minori proprio grazie alla connettività ultra veloce potranno aumentare la loro attrattività turistica e innovare le modalità di gestione dei flussi turistici, consolidare le realtà imprenditoriali esistenti ed attrarne di nuove, contribuendo alla ripresa economica che è l’obiettivo primario del PNRR e del nostro Governo. (segue)

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