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Ha preso il via presso la commissione Cultura della Camera l’esame della Legge di Bilancio. Ostruzionismo di Fratelli d’Italia, con il capogruppo in VII commissione Federico Mollicone (Fdi) che ha puntato l’indice contro “l’esautorazione totale del Parlamento” e ha presentato una relazione di minoranza di 20 pagine (circa 1 ora di discussione in commissione) oltre a 36 emendamenti al provvedimento (40 le proposte emendative presentate da Fdi in commissione Bilancio). “Di fatto, abbiamo una Camera che si occupa del provvedimento in commissione e un’altra Camera che, a fasi alterne – di anno in anno – ne prende atto e, in ragione del voto di fiducia richiesta dal Governo, impedisce il ricorso all’esercizio provvisorio. È un atteggiamento inaccettabile che non può essere più tollerato, pena l’abdicazione del Parlamento dalla funzione legislativa, relegato a organo di mera ratifica della volontà del Governo”, spiega Mollicone. Tra le altre cose, rileva, “il comma 350 del provvedimento reca interventi per l’editoria libraria pari a 30 milioni, insufficienti per sostenere il settore; dal comma 783 e seguenti si recano una serie di interventi che, seppur condivisibili per il ricordo e il sostegno a manifestazioni culturali come per gli anniversari di Puccini o di Pier Paolo Pasolini, appaiono di natura ‘settoriale’ e ‘micro’ rispetto le esigenze complessive della politica economica nazionale; il provvedimento non reca misure per la rievocazione storica, nello specifico per la maggiorazione dei fondi a disposizione già introdotti grazie a Fratelli d’Italia”.

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