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Al fine di riconoscere sul piano nazionale il ruolo della ricerca nelle discipline delle Digital Humanities e del Digital Cultural Heritage, in considerazione del loro pieno e indiscusso valore accademico ed il contributo alla co-creazione di una cultura digitale reale, sostanziata, omogenea e condivisa, è promossa la creazione di un consorzio misto istituito dal Centro Nazionale per le Ricerche, in qualità di ente pubblico e le Università impegnate nelle attività di ricerca nelle summenzionate discipline. Per le finalità nello stato di previsione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo è istituito il “Fondo per la ricerca nelle Digital Humanities e nella Digital Cultural Heritage” con una dotazione annua di 1 milione di euro per gli anni 2021 e 2022. E' quanto prevede un emendamento alla Manovra presentato da Paolo Lattanzio e Michele Nitti (Misto). 

La rilevanza del digitale sul fronte delle attività culturale ed umanistiche in generale è oramai un elemento consolidato. Non si tratta solo di digitalizzare contenuti allo scopo di conservazione, ma rafforzare e consolidare una visione per cui la commistione tra strumenti digitale e discipline umanistiche diventa una contaminazione funzionale allo sviluppo del settore. Le Digital Humanities ed la Digital Cultural Heritage sono divenuti negli anni un campo di ricerca che ha assunto una rilevanza sempre più ampia, con la diffusione di tante esperienze sul territorio senza però un sistema di rete organico. Per tale motivo si propone la creazione di un Consorzio di natura mista, tra CNR in qualità di ente pubblico di ricerca e le università che abbiano attivato un profilo di ricerca sulle DH e DCH, per cui si prevede un finanziamento di 1 milione di euro per gli anni 2021 e 2022

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