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 “Il settore degli affitti brevi rappresenta un fenomeno ambivalente che sto seguendo con molta attenzione. Sicuramente positivo, per le sue potenzialità nella valorizzazione dei piccoli centri. Ma anche preoccupante per come si è sviluppato nelle grandi città, approfittando di un vulnus legislativo che il Parlamento sta cercando negli ultimi anni di coprire. Non tutte le scelte fatte dal Governo però mi trovano pienamente d’accordo. Ad esempio, la decisione di porre il limite di 4 abitazioni da affittare prima che l'attività sia dichiarata imprenditoriale e non possa più usufruire dei vantaggi fiscali della cedolare secca mi sembra poco incisiva. La platea colpita da questa restrizione, infatti, è minima e inoltre non si affrontano altri problemi legati alle locazioni brevi. Per questo motivo ho presentato un emendamento che pone un limite massimo di giorni nel corso dell'anno in cui si può effettuare una locazione breve”. Lo dichiara, in una nota, Angela Masi, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera. “Registro invece positivamente l'atteso decreto attuativo che prevede la comunicazione dei dati delle persone alloggiate presso le strutture ricettive all'Agenzia delle Entrate. I dati saranno gestiti in forma anonima e aggregata per struttura ricettiva al fine di combattere l'evasione fiscale, ma tale procedura può rappresentare la base per la creazione di un unico portale che semplifichi la gestione di tutto il comparto della ricettività”, conclude Masi.

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