“Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei Governi che ci hanno preceduto. Il Gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal Ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell’incarico specifico. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza, che è proprio, lo sottolineo, degli uffici di diretta collaborazione. Per quanto riguarda il Dott. Emanuele Merlino e la Dott.ssa Elena Proietti ritengo sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa”. Con una nota il ministro Francesco Lollobrigida difende la scelta del ministro della Cultura Alessandro Giuli di modificare il proprio staff. A dare per prima la notizia è stata l’edizione online del Corriere della Sera, secondo cui sarebbero già partiti i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del MiC, ed Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. Secondo il quotidiano, Merlino “pagherebbe il fatto di non aver vigilato sul documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti”, mentre Proietti non avrebbe partecipato alla missione del ministro a New York dello scorso mese.
Dure le opposizioni. “Nelle ultime settimane il Ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza”, attacca su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi, chiedendo poi le dimissioni del ministro: “Licenziare se stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo ministro incompetente”. Critica anche Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera: “Sul caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni il ministro Giuli sosteneva di non avere responsabilità, oggi invece giustifica con questa vicenda le dimissioni del suo staff. Evidentemente qualcosa non torna e sarebbe opportuno fare piena chiarezza”. Per Sandro Ruotolo, responsabile Cultura del Pd, si tratta dell’”ennesimo terremoto nella destra di governo”, mentre il deputato M5S Gaetano Amato parla di “regolamento di conti interno alla maggioranza” e chiede: “A quando le dimissioni del ministro Giuli e della sottosegretaria Borgonzoni?”.
