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“L'intero gruppo scultoreo, oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano, presso il Museo delle arti decorative di cui però non integra la collezione”

Il ministero dei Beni culturali intervenga affinché il gruppo scultoreo raffigurante la Madonna della Misericordia affiancata dalle statue di San Giovanni Battista e di Sant'Ambrogio venga restituito alla cittadinanza monzese. Lo chiedono i deputati della Lega Massimiliano Capitanio e Cristina Patelli in un’interrogazione indirizzata al Mibact. “L'altorilievo, monumento di sicuro pregio artistico, ha sempre avuto per la cittadinanza un profondo valore religioso, in quanto è a quella Madonna che la città si è rivolta per chiederne l'intercessione durante guerre e carestie fino al 1839, quando la cinta muraria fu demolita e l'opera d'arte trasferita a Milano, provincia cui Monza era stata annessa. L'intero gruppo scultoreo, oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano, presso il Museo delle arti decorative di cui però non integra la collezione. L'opera, infatti, è affissa in un'anticamera della Sala della Balla che ospita il gruppo dei dodici arazzi dei Mesi, realizzati su disegno del Bramantino attorno al 1509”.

“Appare evidente che l'altorilievo in questione, simbolo della Monza medievale e oggetto di enorme devozione per la cittadinanza monzese, rivesta invece assai poca importanza nell'ambito delle collezioni del polo museale milanese, che non ne ha mai valorizzato la presenza con un'adeguata esposizione; la città di Monza ha chiesto di rientrare in possesso della Madonna della Misericordia e delle statue che l'affiancano e, soprattutto in questi mesi di emergenza sanitaria in cui il Papa ha affidato l'Italia e il mondo alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza, torna a chiedere di riportare a casa il prezioso tabernacolo”.

“Ad oggi – concludono gli esponenti del Carroccio – le richieste avanzate dal Museo civico di Monza e dal comune stesso ai Musei civici di Milano, a quanto consta agli interroganti, sono rimaste prive di qualsivoglia riscontro; l'ubicazione dell'intero gruppo scultoreo in una apposita sala del Museo civico di Monza, presso la Casa degli umiliati, arricchirebbe non solo il patrimonio artistico ma anche quello culturale immateriale della città assicurando così maggior tutela all'altorilievo”.

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