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Il bando ‘Toolkit for museum’ della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali si rivolge ai professionisti già attivi in musei pubblici o privati che vogliano accrescere il proprio bagaglio di conoscenze e competenze. Candidature entro il 27 giugno

Ascolto, competenze e riconoscimento delle professionalità. Si potrebbe spiegare in modo sintetico, con questi tre parole chiave, il successo gestionale e organizzativo di un museo che passa anche dall’ascolto (dei pubblici di riferimento e tra le professionalità coinvolte), dalle competenze messe in campo e dal riconoscimento delle funzioni specialistiche (senza perdere di vista il lavoro corale e di collaborazione).

All’interno delle molteplici specificità di ruoli e funzioni, ci sono profili professionali chiamati sempre più in causa nella gestione della macchina scientifica e produttiva di un’istituzione museale. Tuttavia, a questo riconoscimento ‘sul campo’ non sempre corrisponde un chiaro percorso formativo e un’identificazione netta nei processi di reclutamento. A questo bisogno, tra gli altri, risponde il bando “Toolkit for museum”, il progetto di formazione continua rivolto ai professionisti museali, ideato e promosso dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali con la collaborazione di ICOM – International Council of Museums Italia. I termini per la partecipazione (gratuita) al bando sono aperti fino al 27 giugno.

TOOLKIT FOR MUSEUM

Molto più che semplice formazione: pensando al museo come a un mosaico, composto da tessere uniche ma necessarie le une alle altre per la visione dell’insieme, “Toolkit for museum” è un’occasione per mettere in circolo saperi ed esperienze e per valorizzare le specificità di ogni figura coinvolta.

Un percorso formativo e di comunità di pratica per i professionisti del settore museale, focalizzato su tematiche urgenti e caratterizzato da un approccio interdisciplinare che integra momenti di riflessione teorica ed attività laboratoriali tra gli altri anche sui temi della gestione sostenibile del museo, dell’impatto del digitale nella produzione e nella costruzione dell’offerta e nella conservazione e degli aspetti etici e del ruolo del museo nella società contemporanea come da ultima definizione di Icom (Praga 2022).

I PROFILI

Specificatamente pensato per quattro figure strategiche della complessa macchina museale – il curatore, il registrar, il responsabile dei servizi educativi e il comunicatore – il corso è rivolto a chi davvero voglia mettersi in gioco, da un lato accrescendo conoscenze specialistiche e fondative della propria professione, dall’altro approfondendo tematiche trasversali e misurandosi nell’esperienza dell’azione corale.

“Per quanto nella pratica quotidiana delle istituzioni museali questi profili professionali siano già ampiamente identificati – spiega Vincenzo Trione, presidente della Fondazione Scuola dei Beni e delle attività culturali -, manca ancora una definizione chiara e ufficiale nelle fasi di reclutamento, tanto nel settore pubblico quanto nel privato. Questi momenti di formazione e di riflessione condivisa permettono di facilitare anche il processo di riconoscimento”.

I MUSEI PARTNER

Valore aggiunto dell’iniziativa, già dalla prima edizione, è il coinvolgimento di cinque prestigiose istituzioni museali italiane che, in qualità di partner del progetto, oltre che ospitare i percorsi specialistici del corso, contribuiscono attivamente alla costruzione e realizzazione dell’offerta formativa, divenendo ciascuna il museo ‘di riferimento’ di un profilo; per la seconda edizione di “Toolkit for museum” i partner sono il Settore Musei Civici Bologna – MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna (per i curatori), la Fondazione Musei Civici di Venezia (per i registrar) , i Musei Civici di Reggio Emilia (per i responsabili dei servizi educativi), il Parco archeologico del Colosseo (per i comunicatori) e le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, sede di Napoli (in cui si svolge la prima Masterclass).

“Toolkit for museum – aggiunge Alessandra Vittorini, direttore della Fondazione – è un percorso formativo che si svolge all’interno degli spazi museali. Luoghi di formazione e luoghi di lavoro, offrono ai professionisti l’occasione per confrontarsi sul proprio ruolo e sull’essenza stessa del museo, direttamente sul campo. Al contempo offre ai partner museali anche un’occasione importante di riflessione su se stessi, sulla propria esperienza e sulle buone pratiche messe in gioco nell’azione quotidiana”.

IL CORSO

Il corso impegna i partecipanti da ottobre a dicembre 2023, in appuntamenti online e in presenza, per 6 weekend e un totale di 90 ore. Tra momenti di riflessione teorica e attività pratiche, la proposta formativa è articolata in ‘masterclass’, ovvero momenti formativi comuni a tutti i partecipanti su tematiche di interesse trasversale e ‘toolkit’, cioè quattro percorsi formativi differenziati e rivolti ciascuno a una classe di partecipanti opportunamente selezionati raggruppati per professione o funzione museale.

Le attività di formazione si svolgono in buona parte nei musei partner, tra spazi espositivi e depositi, tra laboratori e uffici, così consentendo ai partecipanti di entrare nel vivo del lavoro museale, conoscendone le pratiche quotidiane e confrontarsi con altri professionisti.

IL METODO

Aspetto caratteristico di questo modello innovativo di azione formativa, come detto, è il coinvolgimento diretto di diverse istituzioni museali. Per ciascuna delle quattro figure professionali a cui il corso si rivolge, una istituzione museale è un riferimento che non si limita ad ospitare le attività formative, ma partecipa attivamente alla formazione dei partecipanti al corso, permettendo loro di condividere esperienze e conoscenze con i colleghi che operano in quei musei.

A guidare il percorso c’è il ‘metodo’ della Fondazione Scuola dei Beni e delle attività culturali. “È un modo di fare formazione – conclude Vittorini – in cui ciascun partecipante si confronta con altri operatori, in un rapporto basato sul principio della “comunità di pratica”. Non tra docenti e discenti ma “tra pari”, in cui il partecipante non si limita a ricevere ma è chiamato anche a dare, mettendo a disposizione la propria esperienza e il proprio punto di vista. Per accrescere e valorizzare le necessarie competenze in una modalità aperta e trasversale”.

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