“Entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivrà in contesti urbani” commenta Luca Bergamo, ideatore della Carta e vicesindaco di Roma. “La forza della Carta sta nel suo essere complessa ma per nulla complicata: si tratta di un documento chiaro, semplice, accessibile ma soprattutto facilmente traducibile in azioni a tutte le latitudini. La migliore base quindi per creare nuovi modelli che ridisegnino le città anche attraverso una libera e partecipata dimensione culturale, grazie all’impegno congiunto di governi locali, istituzioni, imprese e terzo settore. La cultura e la partecipazione sono prioritarie per gli SDG e il mondo delle imprese lo ha capito ancora prima delle istituzioni: e questi tre giorni saranno l’occasione più importante per alimentare la dialettica tra tutte le parti coinvolte in questa straordinaria sfida”.
“Lavorare alla Carta di Roma è stato emozionante” aggiunge Emilia Saiz, Segretario Generale dell'UCLG. “I difficili mesi di isolamento hanno reso evidente in tutto il mondo la profonda necessità di condividere nuove forme di partecipazione, anche culturale. La gente si è rivolta alla cultura per creare significato e mostrare solidarietà e la crisi ha dimostrato quanto sia centrale per il senso di appartenenza delle comunità e delle città. Per questo spingiamo perché la cultura sia riconosciuta come il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile, identificandola come antidoto agli effetti secondari della crisi. La Carta di Roma 2020 è un documento eccellente: i suoi valori sono i nostri”.
A sancire l’impegno concreto, a seguito dei tre giorni la Carta sarà affissa ufficialmente in tutti i luoghi simbolo della cultura di Roma Capitale e verrà dato avvio ad una serie di iniziative locali, nazionali e internazionali che avranno la Carta come modello ispiratore. Tra queste, un insieme di articolati progetti artistici portati avanti da Azienda Speciale Palaexpo, UN SDG Action, Asvis e un tavolo di confronto permanente con la cittadinanza.
