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L'indagine conoscitiva coinvolgerà una serie di figure professionali che provengono dal mondo delle arti, dall'accademia, dal ministero della Cultura, artisti e ricercatori internazionali, esperti di digitale e ed esperti di cripto arte

La commissione Cultura della Camera ha deliberato su proposta dei deputati Pd Paolo Lattanzio e Rosa Maria Di Giorgi – ma con un’ampia condivisione da parte di tutti i gruppi parlamentari – un’indagine conoscitiva sui Non Fungible Token–Nft in ambito culturale. “I cosiddetti Not Fungible Token, ovvero i certificati di ‘proprietà’ sulle opere digitali, l’innovazione digitale nel suo complesso e l’impatto che essi hanno nell’ecosistema culturale, sono temi fondamentali con i quali si dovranno confrontare tutti gli attori del sistema culturale italiano, per non rischiare di trovarsi in ritardo rispetto ad altri settori. L’indagine conoscitiva deve fare in modo che il nostro paese si doti di una normativa – anche abbastanza larga, ma che abbia dei paletti – e che sia in raccordo con quanto sta iniziando a succedere a livello europeo, da dove arrivano delle indicazioni su questo campo”, ha spiegato Lattanzio ad AgenziaCULT. “Sono mesi che sto lavorando sul tema dei Non Fungible Token, sia dal lato arte e cultura sia dal lato economico. Alla luce di questo percorso di analisi e confronto con tante realtà, anche con il ministero, abbiamo deciso di presentare questa proposta di indagine conoscitiva, sulla quale io ho un approccio assolutamente laico: capisco infatti il valore che questa nuova forma di approccio alla cultura può avere per l’archiviazione e la valorizzazione del patrimonio, ma è indispensabile andare a capire il ruolo dello Stato, che deve prevedere alcune forme di tutela sia del patrimonio culturale sia di coloro che utilizzano gli Nft”.

L’indagine conoscitiva, aggiunge Lattanzio, “ha da un lato l’obiettivo di andare a capire con il mondo accademico, con i tecnici, con il mondo dell’arte e della cultura quale valore aggiunto possano portare gli Nft al mondo culturale, penso in particolare ai musei pubblici; dall’altro ha l’obiettivo di ragionare su l’ipotesi di alcuni paletti che possano delimitare il campo all’interno del quale si debba muovere una forma di normativa, sul quale il ministro Franceschini sta già lavorando. L’auspicio è che questa indagine conoscitiva possa essere un ottimo contributo al lavoro ministeriale, con il quale ci raccorderemo costantemente”.

GLI AUDITI

Nel corso dell’indagine conoscitiva, che si concluderà entro la fine dell’anno, saranno auditi esperti di Blockchain del Mise, del MiC, della Direzione Nazionale Musei (Massimo Osanna), del Comitato tecnico-scientifico per i musei (Gabriella Belli, Giovanna Alberta Campitelli, Remo Morzenti Pellegrini) e i componenti della Digital Library. Poi si procederà alle audizioni dei direttori di alcuni musei italiani che hanno approcciato al mondo della cripto art (tra questi Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi; Serena Tabacchi, Direttrice MocDa; Claudio Francesconi, Direttore Futura Art Gallery di Pietrasanta; Ilaria Bonacossa, nuova direttrice del Museo dell’Arte Digitale; Gabriel Zuchtriegel, direttore di Pompei), degli esperti di settore e di alcuni artisti che per primi hanno investito su questo aspetto (Achille Lauro e Federico Clapis), accademici e rappresentanti delle istituzioni culturali che promuovono la rivoluzione digitale nel mondo della cultura.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

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