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Approvato il programma di stanziamento delle risorse del il Fondo per la tutela del patrimonio culturale, istituito nello stato di previsione dell’allora Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dall’articolo 1, commi 9 e 10, della Legge di stabilità 2015 (L. 190/2014). Il programma prevede uno stanziamento di 264 milioni di euro, di cui 40 milioni di euro per il 2021, 78 milioni di euro per il 2022 e 146 milioni di euro per il 2023. Il programma, stabilisce il decreto, sarà oggetto di monitoraggio anagrafico, finanziario, fisico e procedurale mediante l’analisi dei dati che verranno forniti dai soggetti attuatori alla banca dati istituita presso la Ragioneria Generale dello Stato, denominata “banca dati delle amministrazioni pubbliche”. Se, entro 24 mesi dall’assegnazione dello stanziamento, per gli interventi non sarà stato individuato il contraente da parte della stazione appaltante, gli stessi saranno definanziati.

ALCUNI DATI…

In merito alla suddivisione regionale delle risorse, per il triennio 2021-2023, si evidenzia che lo stanziamento maggiore interessa il Lazio (67.694.938,52 euro), seguito dalla Campania (30.258.826,06 euro) e Toscana (17.699.226,80 euro). Gli altri finanziamenti sono: Trentino (40 mila euro per il solo anno 2022), Sicilia (645 mila euro), Umbria (2.280.000 euro), Molise (4.424.214,80 euro), Basilicata (5.723.768 euro), Calabria (6.676.370,82 euro), Lombardia (6.831.976,23 euro), Abruzzo (9.258.000 euro), Friuli (9.812.441,16 euro), Marche (10.341.841,97 euro), Sardegna (10.434.000 euro), Liguria (10.996.520,90 euro), Emilia Romagna (11.312.639 euro), Veneto (12.401.566,30 euro), Puglia (14.630.055,15 euro), Piemonte (16.758.397,09 euro).

Dal lato della suddivisione settoriale, riceve il maggior finanziamento nel triennio 2021-2023 il settore architettonico e artistico storico (55.043.909,80 euro). Seguono le Direzioni Regionali Museali (53.394.592,51 euro), gli Uffici autonomi (41.507.197,30 euro), il settore dell’archeologia (39.736.319,19 euro), gli archivi (20.254.058 euro) e le biblioteche (18.900.000 euro).

Infine, rispetto alle macro aree, nel triennio le risorse vengono così ripartite: Archeologia 43.651.319,19 euro, Architettonico e storico artistico 58.922.213,80 euro, Musei 92.801.789,81 euro, Archivi 21 milioni di euro, Biblioteche 21 milioni di euro, Istituti 11.863.500 euro.

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