“L’Osservatorio per le Pari Opportunità può essere uno strumento efficace di individuazione delle criticità organizzative del Ministero e luogo di elaborazione di proposte e soluzioni innovative, anche se va chiarito il ruolo dello stesso rispetto al CUG ed all’Organismo paritetico dell’innovazione. Per esserlo è però necessario che a farne parte non siano solo esperti esterni all’Amministrazione, ma anche una rappresentanza delle parti sociali, per garantire un’informazione puntuale sulla realtà organizzativa dei nostri Uffici e concretezza per l’individuazione delle soluzioni. Affinché le Pari Opportunità siano una pratica concreta e non solo belle parole, chiediamo che si torni a confrontarci in modo sistematico sullo smart working e non con l’approccio unidirezionale riscontrato negli ultimi interventi del Segretariato Generale”.
“In merito ai nuovi Istituti autonomi afferenti alla DG Musei, sarebbe utile chiarire i criteri di selezione dei siti individuati. In particolare, per il caso di Sepino, manifestiamo il timore che l’autonomia e i fondi assegnati che da essa derivano, se da un lato possano dare maggiore slancio alla crescita culturale e allo sviluppo turistico del sito e del territorio circostante, dall’altro rischia di accentrare interessi e fondi che possono ulteriormente mettere in difficoltà le aree archeologiche e gli altri musei della regione. Rimane un dato politico importante: il continuo rafforzamento del settore dei Musei, il tentativo di “commissariamento” della tutela e la persistente e totale indifferenza “politica” per i settori degli archivi e delle biblioteche. Auspichiamo che l’immediato confronto sul tema del reclutamento del personale per coprire le carenze organiche, possa essere l’occasione per dimostrare che il Ministero è unico e non ci sono settori di serie “A” e settori di serie “B”, concludono i coordinatori nazionali Cisl Fp.
