“Roma ha un patrimonio culturale cospicuo che purtroppo non si conosce – ha rimarcato Corrado -. Per cui il primo punto è quello di avviare un censimento sistematico dei beni posseduti dalla città. E poi valorizzarli in senso culturale e non merceologico”. Per fare questo “occorre una cogestione del patrimonio culturale di Roma tra Stato e Comune, una cogestione sana, basata sui principi di lealtà che abbia l’obiettivo costituzionale prioritario della fruizione da parte dei cittadini e orienti le risorse verso le casse dello Stato. Per cui serve l’internalizzazione dei servizi”. In questa maniera, ha concluso Corrado, “si arriverebbe a un rinnovamento spirituale e materiale, a una rinascita attraverso a un nuovo modo di guardare i beni culturali non solo a Roma ma in tutta Italia”.
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