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“Non è tollerabile che uno dei simboli della città di Milano e dell’Italia, come il Teatro La Scala, collabori con il governo di un Paese che si trova al centro dell’indignazione mondiale per le atrocità compiute in Yemen, per le ripetute violazioni dei diritti umani quotidianamente calpestati in quel Paese, per la feroce esecuzione del giornalista dissidente Kashoggi, per gli arresti delle attiviste per il diritto alla guida, detenute e torturate in carcere”. Così, in un post su Facebook, il deputato Nicola Fratoianni (Leu), membro della commissione Cultura.

“Già l’aver disputato la finale di Supercoppa italiana di calcio in Arabia Saudita ha rappresentato una brutta pagina per il nostro Paese”, aggiunge Fratoianni che chiede “al governo di verificare come e a che titolo l’Arabia Saudita o comunque soggetti privati riconducibili al governo di quel Paese entrerebbero nella Fondazione del Teatro alla Scala e con quali strumenti intenda evitare che uno Stato non democratico, che calpesta i diritti fondamentali nel proprio Paese, entri nel consiglio di amministrazione di una delle istituzioni culturali simbolo dell’Italia”.

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