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Incardinati i tre testi, ora audizioni di Ministero del Lavoro, Inps e sindacati. La relatrice Catalfo (M5S) e il presidente della commissione Cultura, Nencini, possibilisti su un disegno di legge unificato prima della fine del mese

Le commissioni riunite Cultura e Lavoro del Senato hanno incardinato i tre disegni di legge di riforma dello spettacolo depositati a Palazzo Madama. I relatori sono il capogruppo Pd in commissione Cultura, Roberto Rampi e l’ex ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S). Nello specifico si tratta del ddl Verducci per l'introduzione di uno statuto sociale dei lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti; del ddl Borgonzoni sulla disciplina delle attrici e attori professionisti e delle produzioni teatrali e per l'istituzione del liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo; del ddl Nencini per il riconoscimento della figura professionale dell'artista. “I primi due ddl nello specifico parlano di tutele dei lavoratori dello spettacolo ad ampio raggio, malattia, indennità di disoccupazione e altro”, spiega ad AgCult, a margine della seduta, la senatrice Catalfo che aggiunge: “Proprio su questi aspetti adesso procederemo con una serie di audizioni, non tantissime, probabilmente già dalla prossima settimana, per andare a definire gli interventi necessari. Sentiremo il Ministero del Lavoro, l'Inps e credo anche i sindacati. Subito dopo lavoreremo per arrivare a un testo unico che potrebbe arrivare entro maggio. Il tema è importantissimo, i lavoratori dello spettacolo sono stati quelli più colpiti dalla pandemia. Da ministro del Lavoro insieme al ministro Franceschini abbiamo dovuto mettere in piedi delle misure straordinarie di tutela che prima non esistevano”. (segue)

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