Le commissioni riunite Cultura e Lavoro del Senato hanno incardinato i tre disegni di legge di riforma dello spettacolo depositati a Palazzo Madama. I relatori sono il capogruppo Pd in commissione Cultura, Roberto Rampi e l’ex ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S). Nello specifico si tratta del ddl Verducci per l'introduzione di uno statuto sociale dei lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti; del ddl Borgonzoni sulla disciplina delle attrici e attori professionisti e delle produzioni teatrali e per l'istituzione del liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo; del ddl Nencini per il riconoscimento della figura professionale dell'artista. “I primi due ddl nello specifico parlano di tutele dei lavoratori dello spettacolo ad ampio raggio, malattia, indennità di disoccupazione e altro”, spiega ad AgCult, a margine della seduta, la senatrice Catalfo che aggiunge: “Proprio su questi aspetti adesso procederemo con una serie di audizioni, non tantissime, probabilmente già dalla prossima settimana, per andare a definire gli interventi necessari. Sentiremo il Ministero del Lavoro, l'Inps e credo anche i sindacati. Subito dopo lavoreremo per arrivare a un testo unico che potrebbe arrivare entro maggio. Il tema è importantissimo, i lavoratori dello spettacolo sono stati quelli più colpiti dalla pandemia. Da ministro del Lavoro insieme al ministro Franceschini abbiamo dovuto mettere in piedi delle misure straordinarie di tutela che prima non esistevano”.
Per l'altro relatore, il dem Rampi, “l’avvio in seduta congiunta delle commissioni Cultura e Lavoro dell’iter di Disciplina del lavoro nel settore creativo e dello spettacolo è un approdo mai raggiunto per dare una risposta concreta di riconoscimento della funzione sociale e repubblicana di questo comparto e di definizione di diritti esigibili e tutele”. Il presidente della commissione Cultura, Nencini, commenta: “Sarebbe un grande risultato avere entro maggio un testo unico. Quando verrà presentata dal governo la delega sullo spettacolo dal vivo, attesa tra maggio e giugno, la commissione avrebbe un testo pronto, con tutte le audizioni già svolte e si potrebbe procedere più rapidamente”. Soddisfatta Danila De Lucia, capogruppo M5S in 7°: “Finalmente in un Palazzo delle istituzioni si parla di creatività e tutela dei talenti artistici e non solo di quelli scientifici”.
I senatori pentastellati della commissione Cultura e quelli della Lavoro presieduta da Susy Matrisciano (M5S) sottolineano: “Un welfare inefficiente e tutele praticamente inesistenti. E' un quadro desolante quello emerso dall'indagine conoscitiva delle commissioni Lavoro e Cultura di Montecitorio sul mondo dello spettacolo, che ha avuto come promotrice e relatrice la portavoce del M5S Alessandra Carbonaro. Eppure la condizione di chi lavora nello spettacolo è nota da decenni. Artisti, ballerini, scenografi, fonici e più in generale quanti operano nell'arte e nella cultura chiedono, da tempo, un cambio di passo, diritti e tutele. Un riordino complessivo della disciplina dedicata al lavoro dello spettacolo è necessaria”. Per questo i ddl puntano a “l'introduzione di uno statuto sociale dei lavoratori del settore creativo, dello spettacolo e delle arti; il riconoscimento della figura professionale dell'artista; e la disciplina delle attrici e attori professionisti e delle produzioni teatrali e per l'istituzione del liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo. Assicurare tutele e garanzie, dal 'reddito' di discontinuità per i lavoratori intermittenti, alla Naspi, ai requisiti minimi per l'indennità di malattia e le prestazioni pensionistiche, è doveroso, oggi più di ieri. Questa categoria è rimasta ferma un anno, a causa delle limitazioni introdotte per contenere la diffusione del Covid-19, vanno date subito delle risposte. Il lavoro istruttorio fatto alla Camera sarà una base fondamentale e propedeutica al corretto iter legislativo”.
