“Oggi siamo venuti in piazza a Roma, nei palazzi del potere, per vedere se questa volta riescono veramente a vederci. Da sei mesi a questa parte il tavolo ministeriale non ha prodotto nulla nonostante le numerose istanze presentate dalle singole associazioni. Oggi siamo in piazza in una manifestazione unitaria per chiedere quattro cose condivise da tutte le sigle: un ristoro strutturato per i lavoratori dello spettacolo fino alla fine dell’epidemia, non una tantum, perché la situazione è drammatica dal punto di vista economico, le famiglie sono allo stremo; aiuto alle imprese basato sul fatturato e sull’abbattimento dei costi fissi; chiediamo poi un tavolo sulle ripartenze e un programma di ristrutturazione del welfare dell’intero settore”. Così Paolo Rizzi, vicepresidente di Bauli in Piazza, intervistato da AgCult a margine della manifestazione a Piazza del Popolo a Roma.
Per quanto riguarda le ultime dichiarazioni del premier Mario Draghi sulle riaperture, “noi siamo un po’ scettici perché arrivano dopo sei mesi di silenzio assoluto. Sono sei mesi che continuiamo a proporre e a confrontarci anche a livello internazionale con quelli che possono essere i parametri da prendere in considerazione, a creare degli scenari e a capire come e quando gradualmente si potrebbe fare: una cosa buttata da un giorno all’altro, senza coinvolgere direttamente i lavoratori e le lavoratrici dell’intero comparto, non ci convince per niente. Sentiremo gli sviluppi nei prossimi giorni ma siamo scettici, il nostro comparto ha bisogno di programmazione di almeno 6-7 mesi”.
