“Con rogito stipulato il 25 febbraio 2021, e denunciato alla Soprintendenza il 1 marzo 2021, l’immobile è stato rivenduto ad un altro soggetto privato, per il prezzo di 775.000 euro. Come in molti altri casi, anche in relazione a questa compravendita il Ministero non ritiene di dover acquisire il bene al patrimonio dello Stato mediante esercizio della prelazione, ferma restando, peraltro, la possibilità di analoga acquisizione alla mano pubblica da parte degli Enti locali eventualmente interessati. Occorre considerare che l’esercizio della prelazione, trattandosi di atto ablatorio della proprietà privata, trova giustificazione, fondamentalmente, nella possibilità di assicurare la realizzazione di un progetto di valorizzazione culturale del bene a fini di pubblica fruizione. Nel caso in questione, il bene era già di proprietà di un privato, circostanza che non ne ha impedito la tutela né precluso il pubblico godimento. Il bene si trova infatti in buono stato di conservazione ed è aperto al pubblico mediante visite programmate. Al fine della prelazione devono essere inoltre attentamente valutate anche ragioni di natura economica, in considerazione del fatto che il Ministero non ha le risorse necessarie per poter acquisire tutti i beni culturali che vengono messi in vendita e sui quali potrebbe esercitare la prelazione”.
© AgenziaCULT - Riproduzione riservata
