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“La situazione è molto complicata: da un’indagine di qualche giorno fa emerge che solo il 40% delle strutture al momento ha riaperto, c’è una gran parte di indecisi e purtroppo c'è una gran parte che ha già deciso che non ci sono le condizioni per riaprire né adesso né nel proseguo della stagione estiva”. Lo ha detto Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi intervenendo questa mattina a “Radio 1 Giorno per giorno”. “La questione principale è che mancano i clienti”, ha aggiunto Nucara portando l’esempio dell’aeroporto di Fiumicino, il principale italiano, dove oggi “in un’ora erano programmati 4 voli dall’estero, due sono stati cancellati e sono rimasti un volo dall’Avana e uno dall’Azerbaigian”.

“Dobbiamo fare i conti con i numeri – ha sottolineato Nucara -. America Air Lines ha detto che non riaprirà i voli per l’Italia prima di ottobre e l’America è il nostro terzo mercato; il Regno Unito impone una quarantena di 14 giorni a chi torna dall’Italia, questo scoraggia le partenze. Speriamo che la riapertura delle frontiere il 15 giugno sia effettiva, la Grecia è importante per gli italiani che vogliono andare in vacanza lì, ma di turisti greci in Italia non ne arrivano molti. Per noi è importante il mercato tedesco, che attualmente è aperto, ma sconta la difficoltà di attraversare l’Austria, che non è completamente aperta e confidiamo che la frontiera con il Brennero venga riaperta completamente perché è un mercato di importanza straordinaria soprattutto per il nostro nord-est e per l’Emilia Romagna”. 

Infine su una delle indicazioni del Piano Colao di puntare sulle grandi catene di alberghi, Nucara ha commentato: “Le grandi catene sono la componente essenziale del mercato, se in Italia ce ne sono poche una ragione c’è: ci siamo pervicacemente affannati nel tempo a non realizzare condizioni che consentissero alle imprese straniere di venire in Italia, per cui gli eroici imprenditori italiani hanno tenuto botta, molte delle catene anche con i marchi internazionali sono in realtà di proprietà di imprenditori italiani che lavorano in franchising. Fino ad oggi sono mancate le condizioni per invogliare gli investitori stranieri a venire, noi confidiamo che le condizioni di mercato migliorino e migliorino per tutti, se migliorano per le catene migliorano anche per gli imprenditori individuali. Ben vengano le catene, ben vengano le condizioni che facciano venire voglia di fare impresa”.
 

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