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Il ministro della Cultura ha aperto a Strasburgo la conferenza ministeriale del Consiglio d'Europa dedicata ai temi del patrimonio e delle politiche culturali: "Ferma condanna per l'invasione della Russia"

“Quando abbiamo pensato a questa ministeriale non immaginavamo che ci saremmo dovuti misurare con una guerra mossa contro uno stato membro del Consiglio d’Europa. Una guerra che dilania il continente europeo. Davanti alla distruzione e all’insensatezza, la cultura deve offrire risposte e opportunità di rigenerazione quando sarà il momento della ripartenza”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, aprendo a Strasburgo la conferenza ministeriale dedicata ai temi del patrimonio e delle politiche culturali, nell’ambito della presidenza italiana del Consiglio d’Europa.

“Dobbiamo celebrare il contributo vitale di cultura e arte per i nostri valori democratici, dare ascolto agli artisti che propongono riflessioni e domande essenziali per il futuro della nostra società. E’ un momento delicato per la salvaguardia dei valori che il Consiglio d’Europa ha protetto sin dalla sua istituzione nel 1949”, ha sottolineato Franceschini che poi ha aggiunto: “Ribadisco a nome dell’Italia e di tutti voi la più ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Il Consiglio d’Europa, che ha sempre posto i diritti umani e la libertà d’espressione e artistica come baluardi della propria azione deve sanzionare qualsiasi governo che minacci espressamente i valori su cui si fonda questa istituzione”.

“La guerra ha già distrutto parte del patrimonio culturale dell’Ucraina. L’Italia ha dedicato nei decenni energie importanti per tutelare il patrimonio culturale. Proprio ieri – ha ricordato Franceschini – ho firmato un decreto per la creazione dei Caschi Blu della Cultura pronti a intervenire a tutela del patrimonio danneggiato in Europa e nel mondo. Visto che, come ci ricorda l’Unesco, il patrimonio culturale è patrimonio dell’umanità, è giusto che la comunità internazionale si prepari a tutelarlo quando viene minacciato da calamità naturali, guerre e distruzioni di qualsiasi tipo. Sarebbe importante che tutti i paesi si costruissero delle strutture pronte a intervenire quando il patrimonio culturale è minacciato”.

“E’ necessario unirsi per adottare le misure più adeguate per il sostegno al popolo ucraino, al suo patrimonio culturale e per aiutare gli artisti”, ha quindi ribadito Franceschini che ha così concluso il suo intervento: “Il Consiglio d’Europa ha sempre sostenuto il mondo della cultura attraverso Convenzioni tra cui quella di Nicosia che proprio oggi entra in vigore, esempio importantissimo della crescente attenzione in tema di contrasto al traffico illecito di beni culturali”.

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