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L'associazione attacca la costruzione del Mose: "Rischia di distruggere la città"

L’emergenza in corso a Venezia finisce sul tavolo della Procura della Repubblica, che dovrà aprire una indagine per il reato di Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Il Codacons presenterà infatti domani un esposto alla magistratura veneziana relativo alla situazione critica della città, con gli allagamenti che rischiano di distruggere le bellezze artistiche e storiche, in cui si chiede, tra le altre cose, di indagare sui lavori per la realizzazione del Mose.

“Un patrimonio culturale inestimabile e protetto dall’Unesco – scrive il Codacons – rischia di essere distrutto a causa degli allagamenti che si stanno registrando a Venezia, e che potrebbero essere stati causati, o quantomeno alimentati, proprio dai lavori legati al Mose, opera che secondo gli esperti avrebbe profondamente modificato la morfologia della città. Una situazione che configurerebbe il reato previsto dell’art. 733 del Codice Penale che punisce chi danneggia il patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale”.

“Una opera, il Mose, assolutamente inutile per Venezia – attacca il Codacons -, costata miliardi di euro parte dei quali finiti in tangenti e corruzione, al punto che il Consiglio di Stato potrebbe a breve bloccare l’intero progetto: il Codacons ha presentato infatti una nuova richiesta al CdS in cui si chiede di sospendere tutte le procedure di realizzazione del Mose”.

Di questo ed altro si parlerà oggi pomeriggio in una conferenza stampa indetta dal Codacons a Mestre, alle ore 16.30 presso lo studio legale del presidente regionale Franco Conte (via Cappuccina n. 17A) alla quale parteciperà in collegamento anche il presidente nazionale Codacons, Carlo Rienzi.
 
 

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