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Il futuro degli investimenti culturali passa inevitabilmente dal rafforzamento del rapporto tra pubblico e privato. Lo ha detto l’assessore alle Autonomie e alla Cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, intervenendo alla presentazione del ritorno, dopo due anni di restauro dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze, della Vittoria Alata in Capitolium a Brescia. 

“La Vittoria Alata è un simbolo non solo di Brescia, ma delle politiche culturali soprattutto guardando al nostro futuro dopo il Covid. Innanzitutto, la valorizzazione della statua è fondamentale perché significa lavorare sull’attrattività dei luoghi della cultura. Un tema fondamentale verso cui dovremo orientarci alla riapertura. Si tratta quindi di un simbolo della rinascita e della strada che dovremo percorrere”.

Galli ha poi ricordato come il “51% delle risorse investite in cultura in Lombardia viene dall’Art bonus. Siamo la Regione in Italia che nettamente stacca le altre regioni. Pensate che la seconda regione è il Piemonte con il 21%. Dice molto della generosità dei lombardi”. Oltre al 51% dai privati, Galli ha poi ricordato come il 16% degli investimenti in cultura venga dalla Regione e il 33% dallo Stato e dai Comuni. Per cui, ha aggiunto “è chiaro che il mio azionista di riferimento è il privato. Di conseguenza è inevitabile che il futuro passi tra nuove forme di collaborazione, una nuova armonia, nuove convergenze tra pubblico e privato”.

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