Il numero speciale di Economia della Cultura “Cartografie del possibile. Cultura, governance partecipata e cooperazione per nuove istituzioni civiche” nasce con l’intenzione di promuovere nuovi modelli di governance indispensabili a una diffusa ed equa valorizzazione del patrimonio culturale, contro l’overtourism da un lato e l’abbandono dall’altro, e renderli sostenibili anche sotto il profilo giuridico ed economico, oltre che per lo sviluppo culturale e sociale.
Il volume, come precisato nell’articolo introduttivo di Giovanna Barni, include contributi multidisciplinari intorno a tre modelli partecipati scalabili che hanno in comune di essere cooperativi tra gli attori del territorio, pubblici e privati, in particolare dell’economia sociale, e di fare della cultura un motore di riattivazione e sviluppo delle comunità e dei territori.
Una sezione per ogni modello, composta da due articoli ciascuna, ne analizza le caratteristiche e la fattibilità, alla sezione dedicata si aggiunge in appendice anche uno strumentario pratico per la realizzazione del modello e per garantirne la sostenibilità economica.
A premessa del volume è descritto il percorso che ci ha portato fino a qui: un nuovo paradigma per il patrimonio culturale, quello della partecipazione, che va oltre l’accessibilità e la valorizzazione economica, che è stato declinato in tutte le sue conseguenze nel progetto CHANGES ma che soprattutto necessitava anche di approdare a una messa a terra attraverso forme istituzionalizzate che passassero dall’ingaggio delle comunità, e dal racconto di best practice isolate e fragili, all’innesto di nuove governance inclusive delle comunità in tutte le sue declinazioni, strutturate e durature.
Al centro del volume le mappe inedite, frutto di una ricerca puntuale, che evidenziano che questi modelli sono già un’infrastruttura diffusa nel Paese e in alcuni casi la soluzione che resiste alle sfide dello spopolamento, dell’abbandono delle aree interne e della fuga dei giovani, così come è evidente il protagonismo della cooperazione, la forma di impresa culturale e creativa che si candida ad essere lo strumento di ICC per rigenerare territori.
Le mappe sono accessibili anche online tramite la piattaforma arcgis, e consultabili al link: https://storymaps.arcgis.com/stories/a4c45edadd994473ab0696b7d6fc5382. Infine, le conclusioni sono state in modo originale affidate a una tavola rotonda tra costituzionalisti (Alberto Lucarelli e Carmela Decaro), storici (Rossano Pazzagli), economisti (Giovanna Segre), esperti di governance pubblica (Alessandro Natalini) e rappresentanti istituzionali (Roberto Ferrari), per valutare le opportunità sotto i diversi profili e sciogliere i nodi critici.
È la Costituzione che ci richiede che tra Stato e mercato nascano, per i beni comuni, nuove istituzioni civiche mutualistiche basate sulla cooperazione, sulla sussidiarietà e corresponsabilità. Queste possono cambiare realmente il destino dei giovani e delle economie dei territori, capacitando le comunità a riappropriarsi delle proprie risorse e farne generatrici di nuove economie e di nuove vite.
Il volume è scaricabile, in open access, al link: https://www.economiadellacultura.it/anno-2026-numero-speciale-open-access/
