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Il Comune ha attivato un gruppo di lavoro interno al Dipartimento cultura e promozione della città per curare la redazione di un documento sull'emergenza COVID e le sue ricadute in campo culturale

Il Comune di Bologna ha attivato un gruppo di lavoro interno al Dipartimento cultura e promozione della città per curare la redazione di un documento sull'emergenza COVID e le sue ricadute in campo culturale: un'analisi di contesto su questionari e misure a livello locale, nazionale e internazionale e una raccolta dati sugli effetti del lockdown a Bologna, che presenta a cadenza settimanale nuovi approfondimenti tematici e dati, con focus particolare sullo spettacolo dal vivo, il settore più in sofferenza. Una base utile per conoscere e prendere decisioni per il futuro, redatta da un team tutto interno al Comune dalle competenze multidisciplinari: un'esperta di ricerca sociale e le responsabili musica, spettacolo, industrie creative con la collaborazione dei colleghi di tutti gli altri ambiti culturali. Di seguito una sintesi della ricerca con aggiornamento al 30 aprile, per la ricerca completa e gli aggiornamenti settimanali visitare il sito agenda.comune.bologna.it/cultura.

TEATRI, MUSICA LIVE, CINEMA E MUSEI A BOLOGNA: GLI EFFETTI DEL LOCKDOWN NEL MESE DI MARZO 2020

Le conseguenze del ‘lockdown’ al livello cittadino sono state evidenti: concerti, spettacoli, corsi e laboratori cancellati, cinema e musei chiusi, mostre sospese, produzioni interrotte. Come sappiamo, alcuni soggetti hanno reagito rendendo il patrimonio culturale e le proprie attività parzialmente accessibili attraverso piattaforme digitali, ma per gran parte del settore il danno è enorme. Nel 2018 (ultimo dato disponibile) i dati Siae (Annuario SIAE 2018) fotografano per la Città Metropolitana di Bologna una situazione di grande vivacità culturale con un'alta partecipazione di pubblico: numero di eventi totali, tra tutti i generi spettacolari (cinema, ballo, teatro, sport) 78.404, ingressi tramite biglietti staccati e abbonamenti 7.077.878, presenze stimate per eventi gratuiti 969.572, spesa al botteghino 86.870.804 euro. Di seguito il trend relativo agli ultimi tre anni in alcuni ambiti, confrontando in modo particolare il mese di marzo rispetto allo stesso mese degli anni passati per quanto riguarda i consumi culturali.

SPETTACOLO DAL VIVO

Teatri

I teatri a Bologna sono chiusi al pubblico dal 24 febbraio. Dal conteggio degli eventi pubblicati sulla piattaforma “Agenda Cultura” del Comune, risulta che nei teatri di Bologna a marzo 2018 si erano svolti 108 spettacoli e a marzo 2019 ben 138, con un aumento del +28% in un anno, segno della vitalità di un sistema culturale in cui l’offerta ha visto negli ultimi anni un costante aumento. A marzo 2020 tra gli spettacoli annullati spiccano inoltre due festival di livello internazionale: “Vie” della Fondazione ERT, che avrebbe dovuto svolgersi dal 24 febbraio al 1 marzo 2020, e “Visioni di futuro, visioni di teatro” del Teatro Testoni ragazzi, che avrebbe dovuto svolgersi dal 28 febbraio all’8 marzo 2020. Un danno ingente considerando anche che, in base ai dati dell’Annuario SIAE 2018, il mese di marzo è a livello nazionale quello con il maggior numero di spettacoli di prosa e con il maggiore afflusso di spettatori. Nello stesso annuario si evidenzia come l’Emilia Romagna sia la terza regione italiana per numero di spettacoli di prosa, per ingressi (numero complessivo di partecipanti), per spesa al botteghino (somme che gli spettatori corrispondono per poter accedere al luogo di spettacolo) e per volume d’affari (somme che provengono dai partecipanti sommate ad altri introiti per prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazioni, contributi pubblici e privati, riprese televisive, ecc.).

Musica live

Anche la musica è messa a dura prova dopo lo stop a tutti gli eventi dal vivo, con la forte probabilità che tutti i grandi eventi musicali riprendano solo nel 2021. Dal conteggio degli eventi musicali pubblicati sulla piattaforma “Agenda Cultura” del Comune, al netto di quelli che si sono tenuti nei teatri, risulta che a Bologna a marzo 2018 si erano svolti 78 eventi musicali e a marzo 2019 ben 106, con un aumento del +26% in un anno. Si precisa che tra gli eventi cancellati a causa dell'emergenza sanitaria figurano anche i grandi concerti con star internazionali previsti all'Unipol Arena, come Carlos Santona e Ozzy Osbourne.

CINEMA

A Bologna le sale cinematografiche sono chiuse dal 24 febbraio. Pur non avendo potuto reperire il dato mensile di marzo 2017 e 2018, l’anno 2019 aveva segnato a livello nazionale una netta ripresa degli spettatori del cinema rispetto gli anni precedenti, e anche a Bologna i dati del 2019 rispetto ai dati del 2018 indicavano un aumento sia degli spettatori sia degli incassi. I dati annuali Cinetel 2018 indicavano infatti per Bologna 1.353.309 presenze nel 2018, salite a 1.438.029 nel 2019, con un aumento del 6,3%; gli incassi 2018 sono stati 8.848.708 Euro e quelli 2019 9.611.070, con un aumento del 8,6%.

MUSEI (ISTITUZIONE BOLOGNA MUSEI)

Anche i musei, per i quali è stata imposta la chiusura, hanno ovviamente registrato un calo drastico di visitatori e, in generale, di utenze. Per quanto riguarda il dato relativo agli ingressi 2020, si segnala che i musei, in ottemperanza alle misure di contenimento in vigore nelle diverse settimane, sono stati aperti al pubblico dal 2 al 7 marzo (dopo che erano stati chiusi dal 24 febbraio), per poi rimanere nuovamente chiusi al pubblico a partire dall’8 marzo. La perdita mensile di visitatori e presenze è stimabile in circa 65-70mila utenti; nei mesi di marzo dei due anni precedenti, infatti, gli utenti erano stati circa 69.500 (nel 2018) e 68.400 (nel 2019), seppure con una differente proporzione tra visitatori e presenze. Nello stesso mese di marzo 2020 (ovvero nell’unica settimana di riapertura dal 2 al 7) gli utenti, comunque frenati dalla situazione sanitaria, si sono fermati a meno di 2.000.

La panoramica offerta riguarda esclusivamente i consumi culturali diretti nei luoghi deputati, mentre è necessario sottolineare che il blocco ha riguardato anche tutta la parte di laboratori e didattica in presenza, che costituiscono una fetta molto importante dell’offerta nelle filiere esaminate, e che la maggior parte degli effetti negativi del ‘lockdown’ rimarranno a lungo sia nel consumo culturale sia, soprattutto, nelle attività di produzione, didattica e laboratori, moltiplicando i fattori di crisi per il settore.

Per quanto riguarda musei e biblioteche, dichiarazioni ufficiali del Presidente del Consiglio hanno annunciato per il 18 maggio la data per la possibile riapertura – fermo restando che saranno necessari protocolli e misure per la sicurezza sanitaria e sempre che un peggioramento nell’andamento del contagio non determini nuove chiusure o limitazioni, mentre un’ordinanza regionale del 30 aprile ha ammesso la possibilità di prestito bibliotecario già a partire dal 4 maggio.

PRINCIPALI MISURE PER CONTRASTARE LE RICADUTE DA COVID- 19 SUL COMPARTO CULTURALE E CREATIVO

L’Italia è stato a oggi il Paese più duramente colpito dalla crisi, e il primo in linea temporale dopo la Cina. Pertanto, è stato anche il primo Paese a dotarsi di una prima misura organica di contrasto, il Decreto ‘Cura Italia’, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020, per il quale sono in corso di discussione numerosi emendamenti proposti per far fronte alle necessità di alcune categorie specifiche escluse dalle prime misure definite, anche per quel che riguarda il comparto culturale. Al Decreto ‘Cura Italia’ è poi seguito l’8 aprile 2020 il Decreto ‘Liquidità’, che ha definito misure per imprese e professionisti e proroghe negli adempimenti tributari e fiscali. Per quanto di competenza comunale, oltre alle misure generali per la popolazione riunite in un sito dedicato, nella Giunta del Comune di Bologna di martedì 28 aprile sono state approvate una serie di misure a sostegno di operatori economici e associazioni in affitto in locali di proprietà comunale e danneggiate dall'emergenza coronavirus. Per quanto riguarda gli immobili oggetto di contratti di locazione destinati ad attività sospese per effetto del Dpcm o comunque danneggiate dall'emergenza sanitaria, tra cui tutti quelli relativi al mondo culturale e di gran parte delle industrie creative, il Comune sospenderà le fatture relative ai canoni dal mese di aprile 2020 al mese di luglio 2020. Alla ripresa dell’emissione delle fatture, si potrà scegliere di corrispondere i canoni pregressi in un’unica rata oppure di rateizzare senza mora e interessi.

Per chi sceglie un’unica rata, da corrispondere entro il mese di novembre 2020, ci sarà uno sconto la cui percentuale verrà definita nei prossimi mesi. Le agevolazioni si applicano ai contratti commerciali, ai mercati, agli impianti sportivi, alle libere forme associative e ad altri soggetti indicati in delibera (167340/2020). Per le libere forme associative e per altri soggetti indicati in delibera, come le ICC beneficiarie di Incredibol!, oltre all’applicazione delle agevolazioni sopra descritte, si aggiunge anche la possibilità di allungare a titolo gratuito la durata contrattuale per il periodo di tempo corrispondente all’intervallo di sospensione delle attività, per permettere l’integrale svolgimento delle attività programmate e l’attuazione dei progetti proposti in fase di stipulazione dei contratti.

Il comparto culturale e creativo è stato il primo in ordine temporale a essere colpito dalle misure; i primi a chiudere sono stati cinema, teatri e locali. Pertanto, almeno nel primo periodo della crisi, l’attenzione si è molto concentrata su questo settore, per poi calare quando le misure si sono estese gradualmente a tutti gli altri (ristorazione, commercio, industria non essenziale…), ma è forte la consapevolezza che proprio questo comparto sarà uno di quelli che più a lungo subiranno gli effetti della crisi o ne saranno trasformati in maniera permanente. Il decreto Cura Italia ha, inoltre, incluso nell’art. 38 i lavoratori dello spettacolo senza un rapporto di lavoro dipendente al 23 febbraio tra i soggetti che potranno avere accesso all’assegno di 600 € netti (che corrispondono quindi a quasi 1.000 € lordi), ma con il criterio di aver maturato almeno 30 giorni di contributi in gestione Inps ex-Enpals nel 2019 per meno di 50.000 euro.

Questa misura rischia di non essere sufficiente a garantire i lavoratori che hanno svolto attività in forme non assimilabili alla categoria precedente; è quindi una delle misure che necessiteranno di revisione o di ampliamento.

I NUMERI DEL COMPARTO

La cultura e la creatività rappresentano oggi un comparto rilevante dal punto di vista economico e occupazionale – in particolar modo per la Città metropolitana di Bologna, che conta un numero di addetti pari a 26.117, corrispondenti a quasi il 30% degli 89.355 addetti nell’intero territorio regionale – e al contempo svolgono un ruolo sociale fondamentale per il valore intrinseco della produzione culturale e creativa e il valore aggiunto immateriale che generano in termini di benessere individuale e di coesione sociale. Secondo i dati di Infocamere i soli soggetti economici riconducibili ad alcuni ambiti culturali, nella Città Metropolitana sono almeno 625. Di queste, oltre la metà opera nell’ambito delle attività artistiche e di intrattenimento, circa un terzo in quello della produzione e distribuzione cinematografica, poco più di un decimo in quello della registrazione ed editoria musicale. Quanto alla distribuzione territoriale, nel Comune di Bologna hanno sede circa il doppio delle imprese con sede negli altri comuni della Città metropolitana. Secondo Io sono cultura 2019, ottava edizione del rapporto di Symbola e Unioncamere che analizza il ruolo della cultura e della creatività come settore produttivo in Italia, nel 2018 esso ha prodotto 95,8 miliardi di euro (6,1% del PIL). Cifra a cui va aggiunta quella di un indotto di 169,6 miliardi di euro, per un totale di 265,4 miliardi di euro prodotto dall’intera filiera, pari al 16,9% di PIL (+2,9% dal 2017).

In termini occupazionali l’incidenza del settore è altrettanto importante, con oltre 1,5 milioni di occupati, che rappresentano anche in questo caso il 6,1% del totale a livello nazionale. In questo panorama nazionale, il territorio dell’Emilia-Romagna ha un peso rilevante: il sistema produttivo culturale e creativo della regione genera un valore aggiunto di oltre 8 miliardi di euro (l’8,2% del valore sull’intero territorio nazionale) e conta oltre 137 mila occupati nel settore (l’8,9 degli occupati sull’intero territorio nazionale); solo Lombardia e Lazio, trainati rispettivamente dai due grandi hub culturali delle metropoli di Milano e Roma, fanno segnare dati più rilevanti.

Questa ricerca intende offrire una base di conoscenza basata su dati e interviste con gli operatori del comparto, per poter definire nuove politiche e azioni a medio-lungo termine oltre l’emergenza immediata.

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