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Questa mattina è stata riaperta, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Sezione Preistoria e Protostoria.
La conferenza stampa si è svolta alla presenza di Paolo Giulierini (Direttore del MANN), Laurent Burin des Roziers (Console Generale di Francia a Napoli), Eleonora De Majo (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Claudio Curcio (Direttore COMICON), Isabelle Giraud (vedova di Moebius).

La sezione, la cui curatela scientifica è affidata a Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello (funzionari archeologi del MANN), ospiterà dal prossimo 30 aprile la mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”. L'esposizione, in programma al Museo sino al 7 settembre, è a cura di COMICON. 

‘’Un racconto nuovo per il cammino più antico dell’uomo: con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria del nostro MANN”, commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini. “Grazie ad un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sarà più facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti. Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo aprile, ospiterà la sua prima mostra site specific, dedicata al maestro del fumetto francese Moebius, in collaborazione con COMICON. Perché, così come nell’arte (da Cézanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miró fino a Keith Haring), c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario ‘pop’”.

“Basti pensare alla scena iniziale di ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide primitivo sulle note di Also sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; e ancora, ai cartoon della nostra infanzia, dagli Antenati all’Era Glaciale e i Croods, ma anche al ‘Il più grande uomo scimmia del Pleistocene’ di Roy Lewis, e a tanto cinema da ‘Nel mondo perduto’ a ‘Jurassik park’. Ad ognuno quindi le sue suggestioni, con l’ invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle e a riflettere sulle Preistoria e Protostoria origine dell’uomo in percorso scientifico chiaro e coinvolgente. La storia prima della storia torna quindi nelle sale del MANN e ad accompagnare questa tappa importante nella crescita del Museo continua fino al 31 maggio, in esclusiva italiana, l’exhibition Lascaux 3.0”.

Tre livelli per seguire le grandi tappe della vita dell’uomo, dalla Preistoria alla Protostoria: si procede a ritroso, partendo dal piano più alto, che racchiude i reperti dal Paleolitico Inferiore all’Eneolitico; si passa attraverso uno spazio intermedio, che racconta l’Età del Bronzo; allo “stadio” ancora più basso, focus espositivo sull’Età del Bronzo medio e finale e sulla prima Età del Ferro. La riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria”, non più fruibile nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli dalla fine del secolo scorso, è un viaggio in cui i millenni appaiono come piccole tessere di un mosaico: il trascorrere di un amplissimo lasso temporale, da 450mila anni fa sino al VII sec. a.C., è scandito da circa 3.000 reperti, che testimoniano le evoluzioni dell’intelligenza e, dunque, dell’abilità umana.

Otto sale per un’esposizione permanente di oltre 1.000 mq, che si innesta in un luogo simbolo del MANN: gli ampi ambienti, che ospitano la sezione, restano quelli dell’allestimento del 1995 e sono contigui al Salone della Meridiana. Nel percorso di visita si palesa il legame, ideale e reale al tempo stesso, con le collezioni di “MANN at work”, Museo che cresce: dal piano intermedio della sezione “Preistoria e Protostoria”, infatti, ci si “affaccia” letteralmente sulle sale della Collezione Magna Grecia, restituita alla fruizione, con i suoi capolavori e gli straordinari pavimenti musivi, dopo un silenzio di oltre un ventennio. Ed il cerchio non si chiuderà qui: dalla Preistoria e Protostoria si dipanerà, infatti, l’itinerario “topografico” che porterà all’inaugurazione della sezione su Cuma (dicembre 2021) ed a quella su Neapolis (dicembre 2022).   

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