È la Pace il tema scelto per la XIII edizione del Flaminio Film Festival, in programma dal 21 al 23 settembre 2026 al Cinema Arena Tiziano di Roma. Un tema universale, affrontato attraverso il linguaggio del cortometraggio e attraverso storie capaci di raccontare il mondo da prospettive diverse: la pace tra le persone e tra i popoli, ma anche il rispetto dell’ambiente, l’inclusione, la solidarietà, i diritti, il dialogo tra generazioni e culture. Il Festival, promosso dall’associazione Tra Terra Cielo e Mare APS, conferma anche quest’anno la propria vocazione sempre più internazionale, portando a Roma cortometraggi provenienti da sensibilità, culture e territori differenti e proponendo al pubblico una pluralità di sguardi sul presente e sul futuro. “Il cinema breve ha una caratteristica straordinaria: riesce a raccontare in pochi minuti storie che possono restare a lungo dentro di noi – sottolinea la direttrice artistica Giulia Giovannelli –. Corti, ma con un lungo futuro. Quest’anno abbiamo scelto la Pace non come parola astratta, ma come chiave per leggere le tante forme di convivenza, rispetto e responsabilità che attraversano le storie dei nostri corti. Il Festival continua inoltre a crescere nella sua dimensione internazionale e nella capacità di mettere in dialogo cinema, giovani generazioni, sostenibilità, cultura e impegno civile. E quest’anno abbiamo voluto ampliare ulteriormente questo percorso, introducendo anche un’area dedicata ai libri, perché crediamo che cinema e letteratura possano incontrarsi e generare nuovi sguardi sul presente”. A rappresentare il Festival sarà la madrina Luisa Ranieri, mentre la giuria sarà presieduta da Enrico Giovannini, economista e Segretario Generale dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).
La XIII edizione del Flaminio Film Festival propone un programma che intreccia cinema, sostenibilità, formazione, letteratura e impegno civile, con particolare attenzione ai giovani e alla capacità delle storie di affrontare i temi della contemporaneità.
I CORTOMETRAGGI IN CONCORSO
La sezione Corti Internazionali presenta sette opere finaliste, diverse per linguaggi, provenienza e sensibilità ma accomunate dall’attenzione ai temi contemporanei: Prehistorical di Filippo Loy, L’ultimo pesce di Anne Marie Martè, Jimmy di Aicha Camara, L’anziano protettivo di Alfredo Espinal, Rosso finito di Alexis Garau, Cicala di Sergio Del Prà e Venere mobile di Gianni Miroglio. Altre sette opere concorrono nella sezione dedicata alle Scuole, che mette al centro lo sguardo e la creatività dei più giovani: Il grande salto e Un fantasma per amico di Filippo Santaniello, La mia compagna di banco di Olivia Tartaglia, Leo l’invisibile e Tana libera tutti di Giuseppe Peronace, Numero privato e Chiudi gli occhi di Marco Rota. Al vincitore sarà assegnato il Premio Fondazione Treccani, a conferma dell’attenzione riservata dal Festival all’educazione e alla capacità dei ragazzi di raccontare la realtà attraverso il cinema.
SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ
La sostenibilità resta una delle direttrici della manifestazione ed è affrontata nelle sue dimensioni ambientale, sociale, culturale e umana. La collaborazione con ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile prevede un riconoscimento per i cortometraggi particolarmente attenti ai temi dello sviluppo sostenibile. Tra i riconoscimenti figura anche il Premio Algida, dedicato alla valorizzazione delle opere e dei giovani autori. Il Festival conferma inoltre le collaborazioni con Fondazione MAXXI, Fondazione Treccani e ASviS, insieme a realtà che condividono il progetto culturale della manifestazione, come Il Talento di Roma e Fondazione Valore Coraggio.
LA NUOVA AREA DEDICATA AI LIBRI
Una delle novità della XIII edizione è l’area “Il cinema incontra i libri”, nata per mettere in relazione cinema e letteratura e creare un ulteriore spazio di incontro tra autori, pubblico e cultura. Lunedì 21 settembre alle 19 Marco Lodoli presenterà La luce in fondo. Storia di Pietro di Renato Verdecchi. Martedì 22, sempre alle 19, Antonella Alba presenterà L’ultima notte di Baptiste di Lorenzo Caravella. L’obiettivo è affiancare al cinema altre forme di narrazione e valorizzare le storie raccontate tanto attraverso le immagini quanto attraverso le parole.
IL PROGRAMMA DEL 21 SETTEMBRE
La prima serata si apre alle 19 con l’incontro dedicato al libro di Renato Verdecchi. Alle 20 saranno proiettati sette cortometraggi: Prehistorical, L’ultimo pesce, Jimmy, Il grande salto, La mia compagna di banco, Leo l’invisibile e Chiudi gli occhi. Alle 21 il Festival incontra Medici Senza Frontiere con la proiezione di Egoisti, documentario di Stéphane Santini e Géraldine André con la voce narrante di Stefano Accorsi. Seguirà un confronto, moderato da Antonella Alba, con un operatore umanitario di Medici Senza Frontiere sui temi della pace, dell’impegno umanitario e della tutela delle persone nelle aree di crisi.
IL PROGRAMMA DEL 22 SETTEMBRE
La seconda giornata prende il via alle 19 con la presentazione di L’ultima notte di Baptiste. Alle 20 saranno proiettati L’anziano protettivo, Rosso finito, Tana libera tutti, Un fantasma per amico, Numero privato, Cicala e Venere mobile. Alle 21 spazio ad AMREF Health Africa – Italia con il documentario Barren Lands – Terre aride, di e con Hervé Barmasse, dedicato alle trasformazioni dell’ambiente e alle conseguenze della crisi climatica sulle comunità. Seguirà l’incontro con Gabriella Guido di AMREF Health Africa – Italia sui temi della salute, dello sviluppo sostenibile, della cooperazione e del ruolo delle comunità nella costruzione di un futuro più equo. Modera Giulia Giovannelli.
LA GIORNATA CONCLUSIVA E LE PREMIAZIONI
Mercoledì 23 settembre la giornata conclusiva sarà dedicata al rapporto tra cinema, memoria e pubblico. Alle 20 è in programma Nostos, Nuovo Cinema Paradiso di Giancarlo Loffarelli, appuntamento pensato per celebrare il rapporto tra il pubblico, il grande schermo e il valore culturale del cinema. Alle 21 si svolgerà la cerimonia di premiazione della XIII edizione, presentata da Rosanna Sferrazza. La finale conclude un percorso che mette al centro gli autori e le opere, ma anche il pubblico e il cinema inteso come esperienza collettiva.
LUISA RANIERI MADRINA
Madrina della XIII edizione è Luisa Ranieri, che sottolinea il valore del cinema come “luogo di incontro, di riflessione e di dialogo”, soprattutto quando offre spazio a storie e sguardi nuovi. Per Ranieri, in un momento in cui è necessario tornare a parlare di “pace, rispetto e comunità”, iniziative come il Flaminio Film Festival assumono un valore ancora maggiore. L’attrice evidenzia inoltre l’importanza dell’attenzione dedicata ai giovani, alla sostenibilità e alla cultura come strumenti per costruire il futuro.
IL LAVORO CON LE SCUOLE
Una parte centrale del progetto riguarda le scuole, coinvolte durante tutto l’anno in attività e percorsi gratuiti dedicati al cinema e alla sostenibilità. Gli studenti vengono accompagnati nella conoscenza del linguaggio audiovisivo, nella lettura e interpretazione delle immagini e nello sviluppo delle capacità creative, confrontandosi allo stesso tempo con le principali sfide ambientali e sociali. L’obiettivo è fare del cinema non soltanto uno strumento di intrattenimento, ma anche di educazione, partecipazione e cittadinanza attiva, permettendo ai giovani di diventare non solo spettatori, ma autori e protagonisti di nuovi racconti.
CINEMA, CULTURA E IMPEGNO CIVILE
Per il presidente Renato Verdecchi, il Festival nasce dalla convinzione che “le storie possano contribuire a cambiare il modo in cui guardiamo il mondo”. Il cortometraggio, grazie alla capacità di concentrare emozioni, idee e punti di vista in pochi minuti, viene considerato uno strumento particolarmente efficace per parlare alle nuove generazioni e affrontare questioni complesse. La XIII edizione punta quindi a consolidare uno spazio d’incontro tra cinema, cultura, formazione e impegno civile, aprendosi anche alla letteratura e ad altre forme di narrazione. Il Festival, aperto e gratuito, riunisce giovani e professionisti, istituzioni e associazioni intorno ai temi dell’ambiente, dell’inclusione, della salute, della solidarietà, della pace e della responsabilità collettiva. Il Flaminio Film Festival è promosso dall’Associazione Tra Terra Cielo e Mare APS, attiva dal 2005, e dal 2012 porta a Roma il cinema breve come strumento di cultura, confronto e partecipazione.
