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Il progetto ha vinto di recente il premio Help e stimolato la diffusione di una call di ICOM Italia sul tema "Musei, legalità e territori"
Consentia Itinera: Quando I Musei Raccontano La Legalità, Partendo Dal Patrimonio Culturale
Consentia Itinera: quando i musei raccontano la legalità, partendo dal patrimonio culturale

Ideologie, motivi religiosi, lotta etnico-identitaria così come trafugamenti, danneggiamenti e contraffazioni, accompagnati dall’indifferenza di molti, rappresentano i rischi per cui ogni giorno migliaia di documenti e monumenti storici cadono nell’eterna dimenticanza e, con essi, la conoscenza delle origini del nostro paese, della sua civiltà e del suo genio. Anche la storia dei furti d’arte è copiosa; notevole l’interesse ed il profondo legame tra mafia e patrimonio culturale. Latitanti e boss sono stati spesso ritrovati in possesso di preziose opere d’arte sia perché rapiti dalla loro intensa bellezza intendevano goderne ad uso esclusivo sia, come è accaduto negli anni Novanta, per scopi terroristici, per ricettazione, per rivendicare la liberazione di detenuti appartenenti alle cosche e quant’altro. Esiste perfino un’arte prodotta dalla mafia.

Le cruente distruzioni dovute a ragioni ideologiche o a calamità naturali, le azioni illecite sul patrimonio sono le cause del costante impoverimento dell’umanità. Eppure non sono le sole.

Esiste infatti un’altra motivazione assai più diffusa, invisibile e frequente del depauperamento del patrimonio: l’oblio nel quale esso cade per la mancanza di conoscenza, cura e protezione da parte delle comunità e di ogni singolo individuo che pur vive e quotidianamente fruisce dell’immensa eredità culturale giunta sino a noi. Ogni oggetto, difatti, anche se umile e d’uso comune, così come ogni eccellenza artistica che sia in grado di testimoniare e raccontare, da una pluralità di punti di vista, la civiltà che lo ha prodotto, è un Bene da proteggere. Un dono che pur possedendo un valore intrinseco ne sprigiona uno ulteriore, quello di relazione, che fiorisce nel contatto tra persone e eredità.

Se al fine di salvaguardare e difendere il patrimonio è stato istituito, poco più di cinquanta anni fa, il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale -un comparto strategico dell’Arma volto ad evitare le tragiche devastazioni e le dispersioni di beni, in piena conformità con il dettato costituzionale di cui all’Art 9 – è a ciascun cittadino che è demandata la cura e la protezione del patrimonio attraverso il senso civico, i comportamenti quotidiani e, in modo particolare, tramite una relazione attiva ed una partecipazione costante in linea con i concetti propugnati dalla Convenzione di Faro quale quello di “diritto al patrimonio” e “comunità di eredità”.

Ed è in questa azione di contrasto all’oblio e, al contempo, di rafforzamento del senso di appartenenza alla memoria collettiva della comunità calabrese ed alla sua difesa di fronte alle più note e diffuse (negative) descrizioni e talvolta autorappresentazioni, che è nato il progetto “Musei e legalità” ideato e proposto dal Museo multimediale Consentia Itinera alle scuole della Calabria. In virtù del proprio ruolo sociale oltre che culturale e nella direzione di stimolare, pur partendo dal digitale, una relazione concreta tra comunità e centro storico, tra persone e beni culturali, tra individuo e identità, il Museo digitale cosentino ha elaborato in collaborazione con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, sede di Cosenza, nel 2019 un percorso di educazione al patrimonio che prosegue ad oggi in forma ampliata, grazie anche alla riduzione delle tragiche chiusure dovute ai lockdown.

Era la Seconda Giornata Regionale dei Musei (30-11-2019) quando l’allora Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio di Cosenza Cap. Bartolo Taglietti, su invito del Museo di Villa Rendano, raccontò ai cittadini con passione, competenza e entusiasmo (insieme alla sua squadra ed in incontri diversificati destinati sia a bambini che adulti) le operazioni che quotidianamente questo comparto speciale dell’Arma dei Carabinieri svolge in tutta la Calabria -terra abbondantemente violentata da tombaroli e altri trafficanti. Da pochi giorni il Nucleo cosentino aveva siglato la conclusione di una importante operazione denominata “Achei”, divenuta occasione per raccontare ai cittadini le violenze cui i luoghi più rappresentativi della Calabria sono sottoposte, nonché più in generale le attività di prevenzione e repressione dell’illecito sensibilizzando ad una concreta presa di coscienza e ad una più attiva e rispettosa partecipazione al patrimonio.

Il progetto è proseguito durante il primo lockdown (a seguito di un sondaggio per la programmazione partecipata somministrato dal Museo ai docenti della rete scolastica provinciale) per arginare la distanza tra Musei e Scuole ed è divenuto progetto formativo di alternanza scuola lavoro (oggi PCTO) vincitore del premio internazionale “H.E.L.P Digital Projects for heritage education”. Un momento importante di confronto e presentazione delle attività è stato il convegno “Musei, scuole e territori” tenutosi online nell’Aprile 2021 grazie agli stimoli dell’omonimo Gruppo di Lavoro coordinato da Silvia Mascheroni e al Coordinamento regionale Basilicata-Calabria di ICOM Italia che ha inteso accendere i riflettori sulle esperienze dei Musei calabresi e lucani pur in un periodo di chiusura e crisi come quello da tutti trascorso (https://www.icom-italia.org/cr-basilicata-calabria-musei-scuole-e-territorio/).

Ispiratosi ad alcuni passi del volume del Generale Roberto Riccardi “Detective dell’arte. Dai monuments men ai carabinieri della cultura” nel quale si rileva -giustamente – l’assenza di un racconto delle operazioni di salvataggio e restituzione dei beni culturali sui libri di scuola (volume presentato a Villa Rendano nel Luglio 2020), il progetto ha inteso lanciare un nuovo ruolo dei Musei nel contesto di riferimento: quello di presidio di legalità, luogo di racconto permanente delle operazioni di prevenzione e repressione dell’illecito e “agorà” nella quale stimolare comportamenti virtuosi di cura e protezione dei beni culturali sancendo, in questo ambito, il protagonismo di tutti i cittadini fin dai più piccoli.

Eppure la domanda è lecita, perché questo tema, quali le ragioni di questa attenzione alla legalità da parte di un Museo multimediale, in assenza dunque di una raccolta di opere d’arte da tutelare?

Consentia Itinera. Percorsi multimediali nella storia della città di Cosenza è il frutto dell’atto donativo della Fondazione Attilio e Elena Giuliani nei confronti della città. Un istituto che adotta il linguaggio della modernità per restituire fonti e studi specialistici e per stimolare i cittadini a riabitare i luoghi antichi e a instaurare un rapporto positivo con gli elementi valoriali del territorio attraverso i suoi percorsi multimediali. Consentia Itinera non possiede una collezione di Beni materiali ma ritiene che l’oggetto quotidiano delle attenzioni e il tema dei progetti debba essere il centro storico di Cosenza. E’ per questa ragione che, ancorandosi al tema antico dell’immersione quale atto che produce un cambiamento di stato (dal greco baptizo), il Museo di Villa Rendano attua una rivoluzione: narra e racconta i valori identitari della città con linguaggio colto ma accessibile e inclusivo, ne descrive la storia e la fragilità con le sue mostre digitali ma poi chiama i cittadini a prendersene cura attivamente, a mutare atteggiamento nei confronti dell’eredità culturale che ci circonda: ad essere cioè protagonisti del cambiamento.

Il progetto PCTO “Per una cultura della conoscenza, cura e protezione del patrimonio culturale” proposto per l’annualità 2021-2022 agli istituti superiori della Calabria ne è una delle più dirette testimonianze.

Tema centrale di un percorso che ha fatto della trasversalità e del dialogo il suo modus operandi e che è volto alla costruzione di un vocabolario di democrazia basato sulla conoscenza e sul rispetto dell’ambiente e del patrimonio culturale, è ancora una volta quello della cura e della protezione dell’eredità, affidata all’attuale Comandante del Nucleo TPC di Cosenza, Ten. Giacomo Geloso che con dedizione e grande generosità sta incontrando tutte le classi coinvolte, in digitale ed in presenza (ultimo in termini cronologici l’incontro con gli studenti del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza), per inquadrare dal punto di vista normativo l’operato del comparto speciale di cui lui dirige la sezione calabrese e per narrare capillarmente, sensibilizzando i giovani alla legalità, le molteplici operazioni che dal 2001 ad oggi questo Comando ha realizzato. Grazie al Comandante Geloso il progetto prosegue e attraverso azioni concrete, Museo e Comando TPC contribuiscono a gettare un seme di cittadinanza attiva nel fertile terreno che la vita dei giovani rappresenta per la costruzione di un futuro migliore.

Il PCTO, strutturato in tre parti grazie alla riduzione delle limitazioni su attività scolastiche all’esterno e di gruppo, consta di otto seminari online, due giornate di visita nei Musei di Cosenza e nei luoghi del centro storico e, infine, è richiesto agli studenti di realizzare un project work a scelta tra prodotti digitali, ricerche, podcast, elaborati grafici ma anche performance artistiche nei luoghi più degradati della città vecchia al solo fine di riportare in esse la vitalità ecc. Il Museo Consentia Itinera, nato al servizio della rete museale cosentina e del territorio restituendone con linguaggio accessibile e inclusivo i cosiddetti marcatori identitari, ha coinvolto nel progetto i Direttori della rete museale cosentina (Museo dei Brettii e degli Enotri, Galleria Nazionale, Museo del fumetto, Museo diocesano) non solo per i rispettivi contributi online su temi quale conservazione, studio, tecnologie digitali, comunicazione ma anche per le visite in situ degli studenti; ciò nello spirito e in piena ottica di rete strategica territoriale e per mostrare all’esterno una città coesa, vivace e culturalmente attiva. La Fondazione Giuliani è consapevole, difatti, che in un territorio come la Calabria caratterizzato da aree a geometria culturale variabile nelle quali in un raggio dai 5 ai 30 km insistono Beni di diversificata natura e stratificazione (archeologici, architettonici, storico-artistici, naturalistici, enogastronomici ecc.), auspicabile è la scalabilità del caso “Consentia itinera” e la creazione di luoghi di narrazione strategica del territorio nei quali, attraverso il digitale, si possa consentire a cittadini e viaggiatori esterni di percepire la straordinaria ricchezza dei territori e scrutarne a fondo ogni angolo e ogni Bene.

Al fine di avvalorare tale importante sodalizio tra Musei e Comandi TPC è stata di recente lanciata la call di ICOM Italia “Musei, legalità e territori” rivolta a tutti i Musei italiani, finalizzata a mappare e promuovere le buone pratiche nel rapporto tra Musei e Carabinieri ed a stimolare una sempre più diversificata progettualità condivisa al fine di sensibilizzare le comunità alla cura e protezione dei beni culturali. In questa accezione il progetto si trova altresì in linea con alcuni dei goals dell’agenda 2030 tra i quali quello di “assicurare un’educazione di qualità, equa e inclusiva” secondo cui obiettivo delle Nazioni è far sì che, entro il 2030, tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile e soprattutto che tutte le persone abbiano stili di vita sostenibili che promuovano la cultura di pace, la non violenza e la diversità culturale. Altresì perseguito è il target 11 ovvero “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” poiché per farlo ci si impegna a rafforzare gli impegni per salvaguardare il patrimonio culturale e naturale nel mondo.

Il progetto è altresì ben allineato con le indicazioni fornite dalla Dichiarazione del G20 Cultura – Roma Luglio 2021 – in cui è stato ulteriormente inquadrato e sancito il ruolo della transizione digitale e il valore dell’alleanza tra Musei e Scuole per la costruzione di capacità concrete, volte alla protezione del patrimonio culturale, nelle future generazioni (in modo particolare gli articoli 5.1 , 4.2, 4.5 e 4.6)

Le prospettive del progetto sono ampie e gli output numerosi.

L’auspicio, anche alla luce delle crescenti iniziative espositive che si realizzano sui territori per raccontare i rischi e i recuperi del patrimonio culturale, è che si generi una vera e propria alleanza tra Istituti di cultura e Comandi TPC poiché, per citare nuovamente il Generale Roberto Riccardi, è il mondo che dovrà salvare la bellezza: “Non difendere l’arte, se sei italiano, è voltare le spalle alla tua storia, disonorare tuo padre e tua madre”.

 

Anna Cipparrone
Storico dell’Arte, PhD
Direttore Museo multimediale Consentia Itinera

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