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Il Ministero del Turismo: 2,1 miliardi di indotto e 10.500 occupati. Crescono gli eventi legati alle produzioni DOP e IGP

Circa 20 mila sagre ogni anno, 48 milioni di visitatori, un indotto economico stimato in 2,1 miliardi di euro e circa 10.500 occupati. Sono i numeri sul ruolo delle sagre nella valorizzazione turistica dei territori contenuti nel report Estate e Ferragosto 2026 dell’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo, che individua in queste manifestazioni uno dei principali fattori di attrazione dei flussi verso i borghi e le aree interne durante il periodo estivo. Le circa 20 mila sagre organizzate annualmente in Italia fanno parte di un sistema più ampio di oltre 110 mila eventi culturali ed enogastronomici, capaci complessivamente di richiamare 88 milioni di visitatori. Di questi, 48 milioni partecipano alle sole sagre. A fronte di una spesa organizzativa stimata in circa 700 milioni di euro, il comparto produce un indotto pari a 2,1 miliardi.

Le sagre, evidenzia il report, contribuiscono alla promozione dei piccoli comuni, alla distribuzione dei flussi turistici sul territorio e alla valorizzazione delle produzioni tipiche, sostenendo anche forme di turismo esperienziale e destagionalizzato. Un ruolo nel quale assumono particolare rilievo le Pro Loco: nel 2023 il 97,9% ha organizzato eventi, quasi il 60% degli italiani ha partecipato ad almeno una manifestazione da loro promossa e il 43,5% lo ha fatto nell’ambito di un viaggio di piacere. La crescita interessa anche il turismo enogastronomico legato alle produzioni di qualità. Nel 2025 le attività dedicate ai prodotti DOP e IGP hanno raggiunto quota 667, con un incremento del 12% rispetto al 2024. Gli eventi, in particolare sagre e degustazioni, sono saliti a 292, il 26% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2026 sono stati inoltre assegnati 44 marchi “Sagra di Qualità”, 21 marchi “Evento di Qualità” e tre menzioni speciali. I dati utilizzati dal Ministero per questo approfondimento provengono da Enit, dal rapporto Censis-Unpli sulle Pro Loco e dal “2° Rapporto Turismo DOP 2026” di Fondazione Qualivita-Origin Italia-Masaf.

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