Il destination wedding in Italia consolida nel 2025 il proprio peso nell’economia turistica nazionale, con un volume d’affari generato dai flussi internazionali stimato in 1,1 miliardi di euro, in crescita del 19,6% rispetto al 2024 e più che doppio rispetto ai 540 milioni del 2019. È quanto emerge dai dati rilanciati dal “portale operatori” di Italia.it, che evidenziano anche il possibile ruolo del comparto nella destagionalizzazione e nella redistribuzione territoriale dei consumi turistici verso aree non metropolitane. Gli eventi celebrati da coppie straniere raggiungono quota 16.700 nel 2025, il 9,8% in più rispetto ai 15.200 del 2024, mentre i pernottamenti generati sul territorio nazionale superano i 3 milioni. Sale anche la spesa media per evento, che passa dai 61.500 euro del 2024 a 67.000 euro nel 2025, con un incremento dell’8,9%. La crescita segue quella registrata negli ultimi anni: il fatturato era pari a 599 milioni di euro nel 2022, 803 milioni nel 2023 e 931,6 milioni nel 2024. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di provenienza, con il 31,7% delle richieste, davanti a Regno Unito (20,7%) e Germania (7,8%). Nel complesso, i mercati extraeuropei rappresentano il 48,1% della domanda, con flussi in aumento da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina.
Tra le formule scelte, gli Small & Intimate Wedding rappresentano il 28% delle richieste, mentre il Wedding Week, che estende la permanenza su più giorni, raggiunge il 21,2%. Gli Elopement, micro-eventi riservati alla coppia e a pochi invitati, incidono per il 10,4%, mentre Green & Agri-Wedding si attestano all’8,5%. Sul territorio, la Toscana è la prima regione per numero di eventi, seguita da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le destinazioni interessate figurano Val d’Orcia, Chianti e Colline Senesi, Lago di Como, Costiera Amalfitana e Capri, Langhe e Residenze Sabaude, Taormina e le ville barocche. Il 65,7% degli eventi si svolge in ville, castelli, residenze storiche e borghi, con una crescita delle dimore d’epoca legata all’interesse per i beni culturali e paesaggistici. La maggiore concentrazione degli eventi si registra a settembre, giugno e maggio, mentre luglio e agosto hanno un’incidenza inferiore. Nel primo trimestre dell’anno si rileva una variazione positiva dell’1,6% e nell’ultimo trimestre del 2%, dati che indicano il possibile contributo del wedding tourism a una distribuzione dei flussi meno concentrata nei periodi di maggiore pressione turistica.
