skip to Main Content
Dal portale operatori di Italia.it i dati sul settore: oltre 989 mln di spesa nel 2024. Il 40% del pubblico dei festival arriva da fuori provincia
Spettacolo

La musica dal vivo rafforza il suo ruolo nell’attrazione dei flussi turistici e nella destagionalizzazione dell’offerta italiana. Nel 2024 oltre 65mila concerti hanno richiamato 28,988 milioni di spettatori, con una spesa del pubblico superiore a 989,339 milioni di euro. È quanto emerge dai dati rilanciati dal portale operatori di Italia.it, che evidenziano anche le ricadute degli eventi sui territori attraverso le filiere della ristorazione, del turismo e dei trasporti locali. Secondo i dati SIAE, rispetto al 2023 il numero dei concerti è cresciuto del 6,3%, gli spettatori del 2,3% e la spesa complessiva dell’1,4%. La distribuzione degli eventi risulta diffusa sul territorio nazionale: Sud e Isole contano 17.711 spettacoli, circa il 27% del totale, davanti al Nord-Ovest con 17.008, circa il 26%. Seguono Nord-Est con 15.703 eventi, circa il 24%, e Centro con 15.093, circa il 23%. La maggiore capillarità dell’offerta amplia il potenziale turistico della musica dal vivo anche al di fuori dei tradizionali grandi poli del Nord. Il Centro Italia registra nel 2024 un incremento del 10% degli spettacoli, trainato dal Lazio, in crescita del 18%, e dall’Umbria, con un aumento del 13%. A livello regionale, la Lombardia concentra il 18% degli spettacoli, con oltre 7.100 concerti, seguita da Emilia-Romagna (12%), Piemonte (9%) e Lazio (8%).

A misurare più direttamente la capacità degli eventi musicali di generare mobilità turistica sono i dati di Assomusica sui festival di piccole e medie dimensioni. Tra maggio e agosto 2025 sono stati organizzati 1.245 eventi, con 1,88 milioni di spettatori e incassi superiori a 80 milioni di euro. Il 40% del pubblico arriva da fuori provincia e il 10% da fuori regione. Ogni festival attiva inoltre in media 135 lavoratori e imprese locali, con ricadute sulla ristorazione, sul turismo e sui trasporti. Oltre il 53% delle entrate proviene dalla biglietteria. La musica dal vivo mostra anche segnali di destagionalizzazione, con un ampliamento dell’offerta nei mesi tradizionalmente meno interessati dai grandi flussi. L’estate resta il periodo principale, con il 45% dei concerti concentrato tra giugno e settembre e oltre 9.100 spettacoli nel solo mese di luglio. Tra gennaio e febbraio, tuttavia, gli spettacoli crescono del 14,4% rispetto all’anno precedente e il pubblico aumenta del 33,7%.

Pop, rock e musica leggera rappresentano il segmento dominante, con 38.911 spettacoli, pari al 59% del totale, e 24,142 milioni di spettatori, l’83% del pubblico complessivo. La spesa raggiunge 898,869 milioni di euro. La Lombardia guida per eventi, pubblico e spesa, seguita da Lazio, Emilia-Romagna e Campania. La musica classica registra 19.463 spettacoli, in aumento del 2,8%, 3,672 milioni di spettatori (+6,1%) e una spesa di 72,755 milioni di euro. Toscana e Lazio sono prime per numero di eventi, mentre la Toscana registra la spesa media più elevata, pari a 49,87 euro per biglietto. In crescita anche il jazz, con 7.141 concerti (+6,9%), 1,172 milioni di spettatori (+18,6%) e 17,714 milioni di euro di spesa. L’Umbria, grazie a Umbria Jazz, si conferma leader per partecipazione media, mentre Sardegna, Sicilia e Centro Italia emergono come aree di forte sviluppo.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top