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Penultimo appuntamento del ciclo di incontri ideato da Brescia Musei. Tra i partecipanti Rossella Tarantino che racconta l'esperienza di Matera designata Capitale europea della cultura 2019 grazie proprio a una produzione culturale incentrata sull’abbattimento delle barriere tra artisti e pubblico e su un approccio orizzontale e partecipato

Può una città piccola competere con le grandi città e le grandi istituzioni nella produzione di cultura? E’ cominciata da questa semplice domanda il percorso di Matera capitale europea della cultura nel 2019 che nella costruzione del suo progetto culturale ha sposato un modello di coinvolgimento degli spettatori totalmente diverso, basato sull’abbattimento delle barriere tra artisti e pubblico e su una modalità di produzione culturale orizzontale e partecipata. Rossella Tarantino – all’epoca nel team di quell’avventura che ha condotto la città dei Sassi al centro dell’Europa e oggi chiamata dal Consiglio europeo dei ministri come componente della giuria che seleziona e monitora proprio le capitali della cultura – affronta con Agenzia CULT il tema della partecipazione come co-creazione in ambito culturale, tema che sarà al centro del penultimo appuntamento del ciclo di incontri “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”, curato da Pierluigi Sacco, che ruota attorno al tema del museo partecipativo, ovvero alle prospettive dei musei del futuro.

L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – The Network of European Museum Organisations. L’incontro del 9 novembre alle 16,30, dal titolo appunto ‘La partecipazione come co-creazione’, si concentra su come le nuove tecnologie digitali offrano possibilità di fare e creare, sviluppando l’intelligenza collettiva e su come il museo sia il luogo che permette di prendere confidenza con queste nuove possibilità e con il loro potenziale.

La sessione di studi, moderata dal professor Pierluigi Sacco, curatore scientifico di Open Doors, introdotta da Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei e da Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, ospiterà gli interventi di Roberto Casarotto, co-direttore European Dance Platform Aerowaves (Dance Well la co-creazione del benessere psico-fisico), Drazen Grubisic, direttore Museum of Broken Relationships, Zagabria (Co-creare un museo: l’esperienza del Museum of Broken Relationships), Francois Matarasso, community project developer (Co-creazione: pratiche, conquiste e contraddizioni), Marjan Ruiter, direttrice of Zeeuws Museum, Olanda (Co-creazione nella pratica museale: uno studio di esperienze), Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni (La co-creazione nelle pratiche di una Capitale Europea della Cultura: Matera 2019).

In questo senso, l’esempio di Matera 2019 è emblematico. “Partendo dal fatto che Matera e i suoi Sassi non nascono dall’opera di Brunelleschi o di Leonardo – aggiunge Tarantino -, ma sono essi stessi frutto di una produzione orizzontale fatti di tanti capimastro, circa l’80 per cento dei progetti del cartellone è stato pensato e realizzato puntando sulla partecipazione attiva dei cittadini”.

IL MODELLO DELLA CO-CREAZIONE

Un esempio che è diventato prototipo. “Questo modello della co-creazione – sottolinea ancora Rossella Tarantino – si sta diffondendo sempre più, ormai è un linguaggio entrato nel lessico progettuale delle capitali europee della cultura. Sotto la parola co-creazione si nascondono certamente varie forme di partecipazione, tuttavia si può dire che ormai il modello partecipativo e orizzontale è quello imperante”.

E a Matera significativo è stato anche l’impatto in termini di beneficio sociale. “Oltre a cambiare il modo stesso di fare produzione culturale ha comportato anche un capovolgimento del modus operandi dei cittadini. A Matera e in Basilicata c’era una sfiducia in se stessi nella convinzione che al sud ‘non si può fare’ molto. Ma questo lavoro portato avanti in occasione della designazione a capitale europea della cultura ha incrementato la fiducia nella capacità di costruire insieme beni pubblici anche culturali. Con il risultato ulteriore di generare una maggiore voglia di accesso alla cultura”.

COME SEGUIRE L’INCONTRO

L’incontro “La partecipazione come co-creazione” potrà essere seguito sia in presenza, all’Auditorium di Santa Giulia di Brescia, prenotandosi via mail a cup@bresciamusei.com, sia in streaming, previa registrazione, sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali fad.fondazionescuolapatrimonio.it. La partecipazione è libera e gratuita. Tutti i talk sono tradotti in simultanea in italiano, inglese e in LIS (Lingua dei Segni Italiana). La partecipazione agli incontri dà luogo al riconoscimento di un attestato di frequenza emesso dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. L’ultimo appuntamento del ciclo è in programma mercoledì 23 novembre con La partecipazione come soluzione ai problemi collettivi.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

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