La nuova edizione dello storico “Annuario Statistico” della Siae (la n° 86) pubblicata quest’oggi si pone come operazione scientifica ed al tempo stesso comunicazionale, proponendo un innovativo set di dati ed analisi (caratterizzati anche da una infografica evoluta e di agevole fruibilità), che descrivono la struttura del sistema italiano dello spettacolo e dello sport sulla base di dati certificati dalla Società Italiana degli Autori e degli Editori.
Il 1° “Rapporto annuale Siae” intitolato “Lo Spettacolo e lo Sport nel sistema culturale italiano” è il risultato di sei mesi di appassionato impegno intellettuale e professionale di una équipe di una decina di ricercatori specializzati (sociologici, mediologici, statistici, grafici…): un’intensa attività di rielaborazione e rimodulazione di un ricchissimo dataset finalizzato a produrre un’inedita analisi del sistema dello spettacolo e dello sport in Italia nel 2021, nell’economia del triennio 2019-2021, fornendo anche una fotografia censuaria delle conseguenze del “crash” Covid.
Il volume (228 pagine, in quadricromia, con decine e decine di infografiche e tabelle) si propone in una veste rinnovata rispetto alla serie storica degli “annuari” della Siae, sia dal punto di vista sociologico-statistico sia dal punto di vista dell’architettura grafica (curata anche grazie alla società torinese specializzata in “data visualization” Bianco Tangerine).
L’iniziativa nasce da un’idea dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale (IsICult), che ha proposto alla Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae) di sperimentare un prodotto editoriale innovativo, che potesse stimolare una maggiore disseminazione dell’enorme patrimonio di conoscenze elaborate nel corso degli anni dall’“Osservatorio dello Spettacolo” della Siae (da non confondere con l’omonima struttura del Ministero della Cultura): a differenza delle indagini campionarie dell’Istat (come la famosa “Indagine Multiscopo”), l’attività della Siae ha carattere censuario, e le sue elaborazioni statistiche coprono tutto l’universo dei fenomeni analizzati. Si tratta di un database ricchissimo e prezioso, che finora non è stato adeguatamente esplorato dagli operatori del sistema culturale nazionale.
Il “Rapporto Siae sullo Spettacolo e lo Sport” un’opera sperimentale, appunto, basata sul convincimento che, per sviluppare “politiche culturali” ed “economie della cultura” all’altezza della sfida della rivoluzione digitale, ci si debba attrezzare con strumenti tecnicamente adeguati (alla base c’è sempre la lezione einaudiana del “conoscere per deliberare”): chi redige queste note studia il sistema culturale italiano (tra il sociologico e l’economico ed il tecnologico) da oltre tre decenni, ed osserva come lo stato dell’arte delle conoscenze non sia – ancora oggi – granché evoluto. Si parla tanto, ormai, anche in Italia, di “imprese culturali e creative”, ma della loro identità si conosce ancora assai poco, così come delle loro criticità e potenzialità.
La “cassetta degli attrezzi” del Ministro della Cultura pro tempore, ovvero dei Sottosegretari così come degli Assessori alla Cultura di Regioni e Comuni, è infatti ancora veramente molto modesta, rispetto alle migliori esperienze francesi e britanniche. Purtroppo, prevale ancora in Italia oggi un governo “nasometrico” della cultura ed il modello dell’“evidence-based policy making” è una chimera.
Anche i “dati della cultura” sono ancora frammentari e deficitari di una visione di insieme. I tentativi di disseminazione che l’allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) aveva avviato nel lontano 2009, con la collana divulgativa “Minicifre della Cultura”, si sono inspiegabilmente fermati nell’anno 2014. E non si ha memoria e traccia di attività recenti dell’Ufficio Studi del Ministero.
L’iniziativa realizzata da IsICult in sinergia con Siae intende quindi porsi come tentativo di superare un deficit di conoscenza, con particolare attenzione al settore dello spettacolo, includendovi anche lo sport.
Ci si augura che gli operatori del sistema culturale nazionale (sia sul versante creativo-artistico sia su quello economico-imprenditoriale), ed in primis naturalmente il neo Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano sappiano dedicare attenzione a questa messe di dati ed analisi, per affrontare alcune delle maggiori criticità del sistema, a partire dall’estremo svantaggio delle Regioni del Sud anche rispetto alla fruizione di cultura e spettacolo.
Servono interventi forti e radicali, attraverso una politica culturale che sia finalmente organica e strategica e lungimirante. E basata su dati certificati, non su impressioni umorali e pressioni delle lobbying.
Quali sono le maggiori fonti, in Italia, sulle dinamiche del sistema culturale? Oltre agli storici “annuari” della Siae, si rimanda a tre prodotti che possono ormai anch’essi vantare una loro discreta storicità, e rappresentano testi di riferimento: il “Rapporto annuale “prodotto da Federculture (Federazione Servizi Pubblici Cultura Turismo Sport Tempo Libero), giunto alla 18ª edizione (presentato il 14 luglio 2022); il “Rapporto annuale” della Associazione Civita, giunto alla 13ª edizione (presentato il 4 luglio 2022); il rapporto annuale “Io sono cultura” di Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane (in partenariato con Unioncamere), giunto alla 11ª edizione (presentato il 15 settembre 2022).
Da segnalare anche le fonti più istituzionali: per lo spettacolo dal vivo, la “Relazione annuale al Parlamento” sul Fondo Unico dello Spettacolo (“Fus”), prodotta ininterrottamente dal 1985 dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura – Mic (curata dal suo “Osservatorio dello Spettacolo”, struttura in fase di riforma come previsto dall’art. 5 dalla legge 15 luglio 2022, n. 106, “Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo”), la cui ultima edizione è relativa all’anno 2020 (pubblicata il 27 dicembre 2021); per il cinema e l’audiovisivo, la “Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo”, promossa dalla Direzione Cinema e Audiovisivo (Dgca) del Mic, giunta alla sua terza edizione (l’ultima, relativa all’anno 2020 – curata da Ptsclas e Università Cattolica – è stata pubblicata il 9 marzo 2022); per il sistema dei media e delle telecomunicazioni, la “Relazione annuale” al Parlamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – Agcom (quella relativa all’anno 2021 è stata presentata il 29 luglio 2022).
Manca ancora, comunque, una visione più completa ed intersettoriale (organica e strategica), a 360 gradi, come quella che è stata promossa sperimentalmente dalla stessa Siae nel progetto “Italia Creativa”, in collaborazione con E&Y, che ha visto due edizioni (la prima presentata il 13 gennaio 2016 e la seconda il 6 febbraio 2017). Entrambi gli studi sono ancora online sul sito www.italiacreativa.eu. In questa stessa prospettiva, si poneva anche una precedente ricerca realizzata nel 2011 dall’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult, “Italia: A Media Creative Nation”, promossa dal Gruppo Mediaset e dall’Association of Commercial Television in Europe (Actv).
Testo antesignano, su queste tematiche, resta comunque senza dubbio il “Libro Bianco sulla Creatività – Per un modello italiano di sviluppo”, promosso dall’allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact), pubblicato nel 2007. Prima ancora, il “Rapporto sull’economia della cultura in Italia 1980-1990”, realizzato dall’Associazione per l’Economia della Cultura (Aec), pubblicato nel 1995, e la successiva edizione, dedicata al decennio 1990-2000, sempre a cura dell’Aec, pubblicata nel 2014. Fondamentale anche la collezione di “Economia della Cultura”, la rivista trimestrale dell’Aec, edita dal 1991.
Come fonti giornalistiche di monitoraggio e aggiornamento su questi temi di politica culturale, si rimanda all’agenzia stampa specializzata Agenzia CULT ed alla rubrica “ilprincipenudo” curata da IsICult (avviata nel 2014) per il quotidiano online “Key4biz” (diretto da Raffaele Barberio).
In questo scenario policentrico ma frammentario, la prima edizione del “Rapporto sullo Spettacolo e lo Sport”, realizzato da Siae con la consulenza tecnico-scientifica dell’IsICult, tenta un salto di qualità nella ricerca sul sistema culturale nazionale, attraverso un approccio organico e interdisciplinare: è un nuovo strumento di conoscenza messo a disposizione di tutti gli operatori del settore, artisti e creativi, organizzatori culturali, imprenditori, decisori istituzionali.
