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Il 23 novembre l’ultimo incontro del ciclo ‘Open Doors’. Fabio Viola: i creativi vedono i musei come “immensi serbatoi creativi” e loro hanno bisogno dei creativi per raggiungere i nuovi pubblici. I veri rivali delle istituzioni culturali oggi sono Netflix, i videogiochi o Spotify per la loro capacità di emozionare le persone

I musei oggi possono essere visti come “immensi serbatoi creativi” per tutte quelle imprese culturali e creative che hanno “un grandissimo bisogno di attingere alle storie, ai luoghi, ai temi che molto spesso sono conservati all’interno delle istituzioni culturali”. I creativi infatti sono alla continua ricerca “di tratti di realismo e di storicità non lavorando più solo di immaginazione”. Ne è convinto Fabio Viola, game designer e producer, il primo ad aver raggiunto un successo di massa con il videogioco Father And Son disegnato per un museo (il Mann di Napoli), che anticipa il tema del suo intervento che terrà all’interno dell’ultimo incontro di ‘Open Doors. Il museo partecipativo oggi’, il ciclo di talk curato da Pierluigi Sacco che ruota attorno al tema del museo partecipativo, ovvero alle prospettive dei musei del futuro. L’incontro di mercoledì 23 novembre verterà su ‘La partecipazione come soluzione ai problemi collettivi’. L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – The Network of European Museum Organisations.

Fabio Viola, nella conversazione con Agenzia CULT, fa comunque capire che questo interesse dei creativi per il mondo delle istituzioni culturali è più che ricambiato. Infatti, dal canto loro, “le istituzioni culturali hanno assolutamente bisogno di cluster creativi perché rischiano che i loro messaggi e il loro patrimonio non siano più rilevanti e fruibili dalle nuove generazioni”. E aggiunge quella che potrebbe apparire come una provocazione ma che non lo è: “Paradossalmente oggi i veri modelli e rivali delle istituzioni culturali non sono altri musei, teatri, biblioteche o archivi ma molto di più Netflix, i videogiochi o Spotify perché ‘combattono’ la stessa battaglia di raggiungere ed entrare nella vita delle persone emozionandole”.

L’INCONTRO

L’incontro di Open Doors, dal titolo ‘La partecipazione come soluzione ai problemi collettivi’, si concentrerà su come la cultura abbia sempre aiutato gli esseri umani a risolvere problemi importanti guardandoli da angolature differenti. Il museo può così diventare anche il luogo in cui progettare insieme soluzioni più efficaci ai problemi della quotidianità. La sessione di studi, moderata dal professor Pierluigi Sacco, curatore scientifico di Open Doors, introdotta da Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei e da Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, ospiterà gli interventi di Julia Draganović, Direttrice Accademia Tedesca Roma Villa Massimo (Partecipazione culturale e cambiamento sociale nelle pratiche artistiche contemporanee), Lia Ghilardi, Fondatore e Direttore Noema (Partecipazione culturale, comunità e sfide sociali: alcune esperienze), Irene Mangion, Esplora Interactive Science Centre, Malta (Coinvolgimento STEM e problem-solving collettivo nei musei), Ludovico Solima, Comitato Scientifico MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli (La missione del museo nel contesto post-pandemico: il ruolo delle piattaforme digitali), Fabio Viola, Game designer e producer (L’arte del coinvolgimento e il problem-solving collettivo: esperienze e prospettive).

OPEN DOORS

Si potrà seguire l’incontro ‘La partecipazione come soluzione ai problemi collettivi’ sia in presenza, all’Auditorium di Santa Giulia di Brescia, prenotandosi via mail a cup@bresciamusei.com, sia in streaming, previa registrazione, sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali fad.fondazionescuolapatrimonio.it. La partecipazione è libera e gratuita. Tutti i talk sono tradotti in simultanea in italiano, inglese e in LIS (Lingua dei Segni Italiana). La partecipazione agli incontri dà luogo al riconoscimento di un attestato di frequenza emesso dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

Open Doors è un progetto organizzato dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – The Network of European Museum Organisations, con il patrocinio del Ministero della Cultura; ICOM Italia – International Council of Museums; Federculture; Associazione Mecenate 90; Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (SA); ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani; AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane; Associazione Abbonamento Musei; Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo.

La cura scientifica del progetto Open Doors è affidata al professor Pierluigi Sacco, ordinario dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti – Pescara, già Visiting Professor alla Harvard University, che ha individuato otto aree tematiche, attraverso cui è possibile strutturare, alla luce delle esperienze oggi in corso a livello internazionale e nazionale, i necessari percorsi di trasformazione del museo verso un reale spazio di scambio sociale basato sulla partecipazione attiva: Coesione e connessione sociale; Empowerment; Educazione; Diversità; Benessere e guarigione; Creatività ed espressione; Co-creazione; Coinvolgimento e problem solving.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

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