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"Porteremo avanti quanto prima una sintesi che possa approvare un testo che garantisca maggiori tutele per le opere protette dal diritto d’autore online, accrescendo i poteri di Agcom e intervenendo in particolare sul tema della tempestività delle azioni di contrasto"

La definizione di un quadro normativo chiaro contro la pirateria “è una priorità del Parlamento”. Lo ha sottolineato il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (Fdi), intervenendo all’incontro “What happened to my data? Cybersecurity e industria audiovisiva, rischi & cure” organizzato dall’Anica. “Voglio rivolgere il mio plauso e il mio personale apprezzamento all’iniziativa che il presidente Rutelli e le Imprese Tecniche di Anica hanno voluto organizzare. ‘Cos’è successo ai miei dati?’ è la domanda che mai vorremmo farci. L’industria dell’audiovisivo, come in generale quella dell’intrattenimento, viene impattata più di altre dal rischio cibernetico”, ha evidenziato Mollicone. “Il ‘leak’ di un film o della sua trama è un danno tremendo per l’industria. Cito un esempio: il film di ‘Hulk’, il primo, fu soggetto a un leak: Hulk fu un flop, e guadagnò 131 milioni di dollari a fronte dei 137 spesi. Quello che viviamo è un mondo, infatti, sempre più pericolosamente interconnesso. Siamo quotidianamente oggetto di attacchi alla nostra privacy, alle nostre informazioni finanziarie, sanitarie, ai dati sulle nostre preferenze politiche; qualsiasi tipo di dato che fluisce dai nostri dispositivi è sistematicamente messo a rischio da una serie di minacce che variano molto per complessità e portata. Esiste un vero e proprio mercato nero in cui hacker-imprenditori vendono e comprano malware di diversa natura che poi vengono iniettati e distribuiti attraverso apposite reti; esempio ben noto ne è Zeus, un trojan che ruba informazioni bancarie e non solo attraverso i form. L’utente medio è spesso inconsapevole della presenza di malware che si annidano all’interno delle app del proprio smartphone e che lo espongono a rischi di ogni tipo a partire dal furto di informazioni come i numeri di carte di credito fino al controllo stesso del dispositivo da parte di un agente malevolo”.

“L’Italia – prosegue il presidente della VII commissione – è il quarto paese per numero di attacchi a livello globale. Un rischio per l’interesse nazionale su cui il Governo e il Parlamento stanno lavorando. L’importante riferimento del Presidente del Consiglio nel corso delle linee programmatiche ne è esempio e simbolo. Un nuovo ‘terreno’ in cui la dimensione della sicurezza dovrà essere ripensata non solo in base alle innovazioni tecnologiche ma, soprattutto, in funzione delle competenze di chi dovrà assumere ruoli strategici nel settore cyber. La revisione del piano Transizione 4.0 da parte del ministero delle Imprese per includere anche gli investimenti in cybersecurity e migrazione su cloud va in questo senso. Abbiamo già previsto nel nuovo codice degli appalti l’utilizzo della tecnologia a registro distribuito per le fideiussioni, ad esempio”.

“Dobbiamo investire – ha aggiunto Mollicone – in tecnologie di nuova generazione, ad alto valore aggiunto e sostenere i soggetti a cui sarà richiesto un elevato livello di protezione con voucher e crediti d’imposta. A questa va affiancato un sempre più importante investimento in formazione nel digitale, sin dagli anni scolastici. Proprio questa mattina sul Sole 24 Ore si segnalava la carenza del 40% di personale per il settore dell’innovazione, per asincronia fra domanda e offerta di lavoro. In legge di bilancio hanno trovato spazio fondi per incentivare le materie scientifiche fra i giovani e sono stati sbloccati 500 milioni per gli ITS. Sarà riattivato il Tavolo al Ministero dell’Istruzione per l’educazione digitale. Una sempre migliore ‘igiene’ digitale significa una sempre più alta consapevolezza dello stare sul web. La maggior parte degli attacchi – come noto – deriva dell’errore umano. Come dice l’esperto di sicurezza Shainer, ‘le persone rappresentano l’anello debole della catena di sicurezza’. La richiesta di nuove figure professionali nel contesto delle aziende anche dell’audiovisivo va stimolata. Un tema cruciale è legato alla necessità di avere figure professionali che possano rispondere al tema della mancanza di figure qualificata e alla importanza di avere, anche in seno ai consigli di amministrazione di società che operano in settori rilevanti, membri che abbiano la capacità di comprendere meglio la posizione dell’organizzazione sullo stato della sicurezza informatica, in quanto essa è uno dei temi su cui si concentra l’attenzione dei top manager.

“È notizia di ieri dell’inizio dell’iter delle proposte di legge sulla pirateria audiovisiva, di cui una a mia prima firma. La pirateria rimane un fenomeno che desta forte preoccupazione anche in relazione alla ripresa del settore audiovisivo dopo i due anni di emergenza pandemica: i dati Ipsos evidenziano come il danno potenziale del fenomeno illegale per quanto riguarda film, serie e fiction è pari a 673 milioni di euro, con quasi 72 milioni di fruizioni perse. Inoltre, 1 giovane su 2 sotto i 15 anni ha compiuto un atto di pirateria. La sottovalutazione del problema è un rischio di per sé. Sia perché non ci rendiamo conto di star compiendo un reato, sia perché i siti pirata sono vettori di virus e malware. La definizione di un quadro normativo chiaro contro la pirateria è una priorità del Parlamento”.

“Porteremo avanti quanto prima una sintesi che possa approvare un testo che garantisca maggiori tutele per le opere protette dal diritto d’autore online, accrescendo i poteri di Agcom e intervenendo in particolare sul tema della tempestività delle azioni di contrasto. Ruolo importante lo avrà anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che coadiuverà i lavori per la costituzione della piattaforma per la disabilitazione dei contenuti. Dall’approvazione di questa legge dipende la tutela di 9400 posti di lavoro dell’industria audiovisiva. La commissione Cultura, Scienza e Ricerca inizierà un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’innovazione nei settori della cultura, dell’istruzione e dell’Università, della scienza e della ricerca. Analizzeremo anche questi aspetti relativi alla sicurezza cibernetica e i lavori di questo convegno saranno utili per il Parlamento. Dobbiamo decodificare la realtà di oggi, cogliendone le opportunità e prevenendo i rischi. William Gibson nella Trilogia dello Sprowl ha espresso bene la nuova dimensione della sicurezza: ‘Bobby era un cowboy. Bobby era uno scassinatore, un ladro che perlustrava il sistema nervoso elettronico, razziava dati e crediti nell’affollata matrice, lo spazio monocromatico dove le uniche stelle sono costituite da concentrazione di dati'”, conclude il presidente della commissione Cultura di Montecitorio.

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