“La cultura oggi non riguarda più soltanto la tutela o la produzione artistica, ma si intreccia con le grandi transizioni che stiamo vivendo, da quella ambientale che chiede attenzione alla sostenibilità, a quella digitale che ridefinisce competenze e modalità di accesso alla conoscenza a quella sociale, che chiede alla cultura di farsi infrastruttura di welfare, inclusione e partecipazione. La cultura è dunque chiamata a essere ponte tra queste dimensioni, fornendo chiavi di interpretazione e strumenti per governare il cambiamento”. Lo ha detto il presidente di Promo Pa Fondazione, Gaetano Scognamiglio, aprendo i lavori dell’edizione 2025 di LuBeC – Lucca Beni Culturali, la due giorni di incontri tra pubblico e privato che si svolge annualmente a Lucca e promuove lo sviluppo a base culturale, per la competitività, l’innovazione e la crescita del Paese e dei suoi territori.
Da qui il titolo di quest’anno, “Ponti di Cultura”, ha aggiunto Scognamiglio, “per riflettere anche sulle comunità attraversate da fratture tra generazioni, tra città e campagne, tra Nord e Sud, tra culture locali e processi globali e purtroppo da guerre, in un contesto in cui forse solo la cultura potrebbe aiutare a superare i fossati per trasformare divisioni in dialogo, differenze in ricchezza condivisa, con libertà di pensare, di creare, di confrontarsi, e per l’appunto di traversare ponti. Libertà del pensare e del fare, tuttavia, non scontata perché minacciata da condizionamenti che, pur non assumendo forme autoritarie, non per questo sono meno pericolosi”. Scognamiglio ha poi sottolineato, fra le novità di quest’anno , la presentazione ufficiale di CALIBRO, la nuova piattaforma digitale finanziata dal PNRR – TOCC, creata da Promo PA Fondazione, con un gruppo di lavoro diretto da Francesca Velani, che consente di valutare gli impatti generati dai progetti culturali in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
“Un passo avanti concreto per promuovere una cultura capace di misurare e rendicontare il proprio valore sociale, economico e ambientale. Uno strumento al servizio dei soggetti pubblici e privati per monitorare gli impatti dei propri progetti culturali e uno strumento per gli Enti promotori che vogliono assicurarsi il rispetto dei protocolli di sostenibilità dei progetti sostenuti”.
Naturalmente l’intelligenza artificiale è al centro di vari momenti di riflessione e confronto, per approfondirne potenzialità e rischi che cominciano dall’apprendimento e si svolgono lungo un percorso che arriva alla produzione culturale alla tutela dell’immagine e al diritto di autore. Sul possibile futuro dei centri storici delle città d’arte, il cui sviluppo è condizionato spesso dalla monocultura del turismo, parte a Lubec una riflessione per progetti che possano affiancarsi a quelli turistici perché coerenti con le particolarità dei centri storici. Le imprese culturali e creative possono rappresentare un punto di svolta in questo senso se si creano le condizioni per favorire il loro insediamento. Di qui l’idea di verificare se a Lucca possa nascere un modello replicabile e scalabile di Città delle ICC, e quindi dei giovani, insieme a tutte le istituzioni pubbliche e private del territorio. Ancora la presentazione di OESC, Osservatorio per gli eventi sostenibili, che abbiamo creato con Fondazione Ecosistemi per supportare le organizzazioni culturali nella transizione verde a valle di un PNRR finalizzato alla capacity building del settore su questi temi.
