“Fondazione Brescia Musei ha elaborato una modalità di valutazione qualitativa delle attività insieme al Consorzio AAster che permette di considerare, attraverso un’intervista a una settantina di stakeholder e focus group, come la nostra Istituzione stia raggiungendo i target definiti dal programma strategico e dalla mission statutaria. Quest’anno ci siamo orientati in particolare a capire se la Fondazione riesce a realizzare il proprio impegno nel diventare una piattaforma territoriale di incontro tra i nostri pubblici affinché essi concorrano a sviluppare gli obiettivi che ci siamo dati: compartecipazione, attivazione, empowerment ed educazione, in linea con la definizione di museo 2022 e con la convenzione di Faro ratificata dall’Italia nel 2020”. Lo anticipa ad AgenziaCULT Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, in una conversazione a Lucca a margine dell’incontro “Valutare l’impatto dei progetti culturali: framework di riferimento, metodologie e strumenti” organizzato nell’ambito dell’edizione 2025 di LuBeC – Lucca Beni Culturali, la due giorni di incontri tra pubblico e privato che si svolge annualmente a Lucca e promuove lo sviluppo a base culturale, per la competitività, l’innovazione e la crescita del Paese e dei suoi territori. La relazione di Brescia Musei sarà presentata a Ravello nella mattinata di sabato 25 ottobre in una conversazione tra Michele Lanzinger, Presidente ICOM e Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster, insieme a Francesca Bazoli, Presidente di Fondazione Brescia Musei. In quella sede sarà anche distribuito l’esito del rapporto, “un quaderno che prova ad affrontare in modo qualitativo un tema importantissimo come la valutazione dell’impatto delle istituzioni culturali”, sottolinea Karadjov.
[__pezzo_agenzia__]Il tema della valutazione d’impatto delle istituzioni culturali ha visto infatti Fondazione Brescia Musei particolarmente impegnata in questi ultimi anni. Basti ricordare la recente assemblea ICOM Italia organizzata proprio a Brescia sui temi della valutazione dell’impatto e la possibilità di generare indicatori di valutazione per agire in una direzione di accountability sempre crescente nei confronti dei propri stakeholder e per migliorare le proprie performance.
A Lubec, ricorda Karadjov, Brescia Musei ha partecipato a una sezione dedicata proprio alla comprensione della possibilità da parte delle istituzioni culturali di valutare l’impatto di singoli progetti e con quale modalità. “Abbiamo evidenziato la peculiarità di una istituzione come Fondazione Brescia Musei che è per definizione trasversale, occupandosi di patrimonio, di eventi culturali, di festival ed esercitando l’attività tutto l’anno, non in maniera puntuale su un singolo evento. Questo rende più difficile l’applicazione di metriche che possono rivelarsi ‘riduzionistiche’, che è poi il rischio grande dell’applicazione degli impatti sociali. Come Brescia Musei, abbiamo sviluppato dal 2022 indicatori di valutazione della nostra attività, indicatori che sono basati su una grande mole di dati che realizziamo con le relazioni di missione e in alcuni casi anche con degli indici di efficienza, per esempio il rapporto tra il costo della nostra gestione e il numero dei visitatori che è possibile monitorare anche negli anni”.
