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“Tra i settori più colpiti dalla crisi c’è ovviamente il turismo, le elaborazioni Unioncamere stimano per i soli mesi di marzo e aprile una perdita di 90,8 milioni di presenze turistiche. Queste presenze avrebbero generato sul territorio consumi per 8,2 miliardi di euro, quindi una perdita per tutti i settori economici. Il 24% delle imprese del settore non aprirà quest’estate, le prenotazioni non superano il 14% per agosto e una quota di vendita di camere del 26-27% fino alla fine dell’anno. In questo scenario, finito il lockdown e l’emergenza sanitaria, l’economia non sarà quella che siamo stati abituati a conoscere”. Lo ha detto Andrea Prete, vice presidente vicario nazionale di Unioncamere, intervenendo nel corso dell’audizione presso la Commissione Industria, commercio e turismo del Senato in merito alle iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da COVID-19. 

Per il settore del turismo, ha aggiunto Prete illustrando le misure adottate dalle Camere di Commercio per sostenere le imprese colpite dall’emergenza in seguito al Covid-19, “Unioncamere sta intervenendo per supportare la messa in sicurezza delle strutture turistiche, la formazione del personale addetto, la riorganizzazione aziendale e le nuove strategie di marketing”.

Sempre sul turismo, Unioncamere ha proposto la misura “bonus Italia” di cui il ministro Dario Franceschini ha parlato proprio ieri in aula al Senato. Si tratta “della detrazione fiscale fino al 50% della spesa per le vacanze trascorse in Italia dagli italiani con modalità diverse a seconda del reddito delle famiglie. La tracciabilità dei pagamenti per avere la detrazione fiscale ridurrebbe drasticamente il sommerso. A ciò si potrebbe aggiunge la riduzione dell’aliquota Iva per tutta la filiera turistica per 12 mesi per sostenere la filiera e in particolare le aziende più piccole che sono a rischio chiusura”.

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