Alle prime 20 nazionalità di provenienza dei clienti esteri corrispondono nel complesso circa 182 milioni di presenze, pari all’84,0% delle presenze straniere negli esercizi ricettivi. La Germania è storicamente il principale Paese di provenienza dei turisti stranieri ospiti in Italia; nel 2018 i cittadini tedeschi hanno fatto registrare quasi 59 milioni di notti trascorse nel complesso degli esercizi ricettivi, con una quota sul totale delle presenze di turisti non residenti pari al 27,1%. Seguono, con percentuali decisamente inferiori, i turisti provenienti da Stati Uniti, Francia, Regno Unito (tutte intorno ai 6,5 punti percentuali) e quelli provenienti da Paesi Bassi, Svizzera, Liechtenstein e Austria (circa 5%). Sono alcuni dei dati contenuti nel Report statistico dell’Istat sul movimento turistico in Italia nel 2018.
Rispetto al 2017 si rilevano incrementi di presenze di turisti provenienti da Stati Uniti (+1,9 milioni), Regno Unito (+800 mila), Francia e Spagna (oltre 500 mila presenze in più rispetto al 2017), mentre risultano in flessione quelli provenienti da Germania (circa 700 mila presenze in meno), Danimarca (-260 mila presenze), Svizzera e Liechtenstein (-130 mila).
La crescita maggiore si registra per i clienti provenienti da Islanda (+25,2%) e Cipro (+20,0%), Paesi tuttavia con quote di presenze sul totale non residenti inferiori allo 0,1%.
Nel quadro di un generale aumento del fenomeno turistico sono alcuni Paesi extra-europei, tra quelli che nel 2018 hanno una quota di presenze superiore all’1%, a registrare performance particolarmente positive: è il caso del Giappone (+15,1%), degli Stati Uniti (+14,9%) e del Canada (+12,8%). Le flessioni, invece, riguardano unicamente clientele provenienti da Paesi europei, in particolare da Danimarca (-7,4%), Germania (-1,2%), Svizzera e Liechtenstein (-1,2%), Svezia (-0,4%) e Belgio (-0,3%).
