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Nel 2018 si stima che le vacanze rappresentino circa l’85% dei viaggi effettuati dai residenti pernottando negli esercizi ricettivi italiani (91,0% delle notti), in aumento del 13,9% rispetto all’anno precedente (+8,3% in termini di notti), consolidando il trend positivo registrato a partire dal 2016. Sono alcuni dei dati contenuti nel Report statistico dell’Istat sul movimento turistico in Italia nel 2018.

Oltre il 90% delle vacanze trascorse negli esercizi ricettivi in Italia avviene per ragioni di riposo, piacere o svago (+15,3% rispetto al 2017). Le altre motivazioni sono residuali e includono le visite a parenti o amici (4,3%), i trattamenti di salute/cure termali (2,5%) e i motivi religiosi (1,8%). 

I viaggi di lavoro sono il 15,2% di quelli trascorsi negli esercizi ricettivi, pari al 9,0% delle notti: nel 2018, per la prima volta, crescono marcatamente (+48,8%), dopo aver registrato un calo ininterrotto nei tre anni precedenti. 

Le riunioni d’affari sono tra le prime motivazioni dei viaggi di lavoro e ne rappresentano una quota del 20%, tornando così al livello raggiunto nel 2014. I viaggi di lavoro per prendere parte a congressi, convegni o altri eventi confermano la loro rilevanza collocandosi al secondo posto (18,7%), seguiti dalle missioni di lavoro (11,8%). I viaggi per svolgere docenze, partecipare a mostre, fiere o esposizioni, svolgere attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili si attestano a quote pari a circa l’8% dei viaggi di lavoro. Il 13,6% è invece legato ad altre motivazioni, dalla mobilità per ragioni professionali (autotrasportatori, autisti, ecc.) agli spostamenti per la ricerca di lavoro (concorsi, colloqui, esami per abilitazioni professionali, ecc.).

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