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Stabilizzare il credito d’imposta per le imprese culturali e creative a decorrere dall’anno 2019. Lo chiede un emendamento alla Manovra 2020 in discussione al Senato presentato dal Partito democratico. In particolare, la proposta emendativa interviene – rendendolo stabile nel tempo – sulla Legge di Bilancio 2018 che aveva previsto, per il 2019 e il 2020 un credito d'imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi. Sono imprese culturali e creative le imprese o i soggetti che svolgono attivita' stabile e continuativa, con sede in Italia o in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo, purche' siano soggetti passivi di imposta in Italia, che hanno quale oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente, l'ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell'ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all'audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonche' al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.

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