Emilio Isgrò torna ad Arte Sella. Sabato 29 agosto, alle 15, Arte Sella, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, presenta un incontro con l’artista nello spazio espositivo di Malga Costa, in Valsugana. L’appuntamento, moderato da Marco Bazzini, si concluderà con la presentazione dell’installazione “L’armonium delle allodole impazzite”. Nel biennio 2022-2023 la città di Brescia ha ospitato “Isgrò cancella Brixia”, progetto artistico e teatrale a cura di Marco Bazzini, nel Parco archeologico di Brescia Romana e al Museo di Santa Giulia. Nel prato del chiostro Isgrò ha esposto “L’armonium delle allodole impazzite”, un monumentale ed enigmatico strumento musicale sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte. Nel portico erano invece appese decine di gabbie di uccellini vuote sequestrate ai cacciatori di frodo. Il cinguettio delle allodole accompagnava i visitatori sulle note della “Casta Diva” di Bellini, trascritta per pianoforte da Chopin e fischiettata da Loris Dal Maistro, campione chioccolatore e tra i più grandi imitatori d’uccelli d’Europa. L’opera, presentata a Brescia nel 2022 grazie alla Fondazione Brescia Musei in coproduzione con Arte Sella, è stata successivamente collocata ad Arte Sella, nello spazio individuato dallo stesso artista nell’area di Malga Costa. Il 29 agosto Isgrò tornerà dunque nello spazio espositivo per un incontro che sarà seguito dalla presentazione dell’installazione.
Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1937 e considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, Isgrò è il padre della Cancellatura. Risale al 1964 la realizzazione delle prime opere nelle quali interviene sulle pagine dei libri, coprendo manualmente le parole scritte e lasciando leggibili soltanto piccoli frammenti di frasi o anche un solo vocabolo. Dal 1956 vive e lavora a Milano, ad eccezione del periodo trascorso a Venezia tra il 1960 e il 1967 come redattore responsabile della sezione cultura del “Gazzettino”. Isgrò ha partecipato a quattro edizioni della Biennale di Venezia, nel 1972, 1978, 1986 e 1993, mentre nel 1977 ha vinto il primo premio alla 14ª Biennale di San Paolo. Le sue opere sono state esposte in importanti mostre collettive internazionali, tra cui quelle all’ICC-Internationaal Cultureel Centrum di Anversa nel 1975, al MoMA di New York nel 1992 e alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia nel 1994. Numerose anche le mostre antologiche, da Palermo al Museo Luigi Pecci di Prato, dal Palazzo delle Stelline di Milano fino alle esposizioni del 2016 a Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa Manzoni. Nel 2019 è stato protagonista alla Fondazione Cini di Venezia, con una monografia di Germano Celant edita da Treccani, e nel 2025 al Museo d’Arte Contemporanea del Carmine di Scicli. Nel 2024 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma lo ha nominato “Artista dell’anno”. Opere di Isgrò sono presenti in istituzioni nazionali e internazionali come la Galleria degli Uffizi di Firenze, le collezioni del Quirinale, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo del Novecento di Milano, il Mart di Rovereto, il Centre Georges Pompidou di Parigi, i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles e i musei di Gerusalemme e Tel Aviv. Poeta, narratore e drammaturgo, Isgrò ha inoltre scritto numerosi libri e produzioni teatrali, tra cui la trilogia “L’Orestea di Gibellina” (1983-1985), rappresentata nel 2026 nel Grande Cretto di Alberto Burri in occasione di Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea.
Il programma del 29 agosto prevede alle 15 i saluti istituzionali di Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, e Giacomo Bianchi, presidente di Arte Sella. Alle 15.15 inizierà l’incontro con Emilio Isgrò, moderato da Marco Bazzini, mentre alle 16.15 è prevista la presentazione dell’installazione “L’armonium delle allodole impazzite”.
